Versione.1 “Indovina chi non viene a cena?”
Leggo con desolazione e rammarico che la solitudine è condannata ormai in ogni angolo della nostra esistenza, e in più noto che la carta igenica è finita.
Esco dal bagno agitato e sconvolto per entrambe le notizie, e quando sono già pieno d’emozioni squilla il cellulare:
Presunta ex compagna di classe:Matteo?,Sto parlando con Matteo?
Matteo,o presunto tale:No guardi ho già disdetto l’abbonamento a “Casa Viva”, ho trovato molto offensivo l’allegato.”Open Space in Abruzzo ”,quindi la prego di non disturbarmi più.
Presunta ex compagna di classe:No Matteo, sono Erika, Erika Von Chiurli, eravamo insieme alle elementari. Se ricordi ti ho contattato su face book tramite il gruppo “Diventa fan di due dita in gola dopo ogni pasto” , ti avevo accennato ad una probabile cena di classe ,ti ricordi?? Abbiamo fissato per martedi prossimo, non puoi mancare…
In quel momento realizzo il tutto con il rotolo in mano, maledico l’uso distorto che la gente fa dei mezzi di comunicazione e scrivo una poesia sull’accaduto in endecasillabi sciolti sul rotolo di carta igienica.
Matteo,l’ex compagno di classe:Si si, mi ricordo,guarda…ti dico….mi becchi proprio in un momentaccio, un po’ il jet lag, mettici questa crisi ,il gap generazionale,non so se riesco a liberarmi per martedi….
Erika,l ex compagna di classe:Dai non ci dare la sola, non puoi mancare,sono tutti entusiasti, pensa te,c’è chi addirittura voleva invitare la maestra Sonia, ma purtroppo non è più fra noi.
Mentre mi crogiolo in maniera matura sul decesso della maestra,si creano in me e grazie al piano casa anche in un 20% in più di me degli interrogativi a cui presto dovrò dare una risposta
1)Perchè c’è gente al mondo che non si rassegna all’idea di passato, prossimo o remoto, qualunque esso sia, facendo pure finta che gli anni trascorsi abbiano dato una bella cornice ad un quadro che già all’epoca tendeva a scolorirsi?Stiamo parlando di cena delle elementari cazzo, quasi 20anni fa . Ho costruito delle certezze in questi anni e non mi va di farmele distruggere dal compagno di banco Samuele che mi ha insegnato a ruttare e che adesso si fa chiamare Mary e sta adottando un figlio con l’attuale compagno…
2) Preparasi delle risposte di un certo tono alla domanda:”eee e adesso che fai?”
Ho pensato:
-Mi infilo ovuli di coca su per il culo e faccio da tramite tra le F.a.r.c colombiane e la ‘ndrangheta calabrese,aggiungendo:”sai che mi è sempre piaciuto viaggiare”
-Vivo di rendita dopo aver inventato la suoneria di “Virgola”.
_Ho fatto parte del cast dell isola dei famosi,aggiungendo..”ti ricordi quella palma accanto a Carmen Russo?..quello ero io
3) Quando la gente, e parlo di ex compagni classe, università ex commilitoni, imparerà che uno tira fuori l’idea di fare una rimpatriata,solo per nascondere l’imbarazzo di non esser riuscito a cambiare strada prima di incrociare la tua faccia. E’ una vita che dico “m’inscrivo in palestra” appena parlo con qualcuno mediamente in forma, ma con ciò non voglio dire che andrò mai realmente in nessuna palestra a meno che non creino anche una zona riservata ai fumatori.
ERIKA,L’EX COMPAGNA DI cLASSE: Sono contenta che ci sarai,il vecchio entusiasmo della 5b ti ha già contagiato,a martedì….
Vers 2 “Indovina chi sviene a Cena?”
Come l’alcool creò un empatia tale coi miei ex compagni di classe che rinnovai la mia amicizia con loro su facebook
Leggo con entusiasmo e un trasporto “eccezionale” che la solitudine è stata finalmente debellata dall’animo umano. Mi accorgo poco dopo di aver esaurito la carta igenica; “poco male”penso, mi pulirò con il salice che piange sulla mia finestra. In quello stesso momento una suoneria celestiale mi avverte di una chiamata
Operatrice call center o nella migliore delle ipotesi un ex compagna di classe:Ciao,ciao ciao ciao ciao, Matteo,miiiittico ,ma quanto tempo è passato….sono Erika Von Chiurli, non puoi esserti dimenticato di me, abbiamo fatto l’elementari insieme, che so sarà passato neanche vent’anni,madò come vola il tempo quando ci si diverte
Matteo,ex compagno di classe noto per la sua ironia pungente:E me lo chiedi???Certo che ti ho riconosciuto, e come se fossi stato in attesa vent’anni aspettando solo questa telefonata….
Quando mi avevi contattato su face book, già avevo fatto fatica a riprendermi dalla gioia, ma ora che ti sento dal vivo è come se fossimo usciti ieri da quella 5b….
Erika,l’ex sovraeccitata compagna di classe:Stiamo organizzando questa cena di classe e non hai idea dell' entusiasmo più vado avanti a chiamare gente,c’è perfino chi voleva invitare quell' esempio di donna che fu la nostra maestra :Non sai che dispiacere aver saputo della sua prematura dipartita a 104 anni.
Non riesco a trattenere le lacrime, la notizia della dipartita della maestra Sonia ,manda il mio pensiero a quei fantastici anni passati fuori dalla porta,a fare gambetta e ad attaccare gomme sotto il banco, solo l’idea di ritrovare quei bambini diventati uomini mi rimette il sorriso che nemmeno un allegato di Casa Viva potrebbe darmi.
Matteo,l’artista una volta conosciuto come MR 5b :Non vedo l’ora che sia martedì, non vedo l’ora di conoscere il compagno di Samuele,o no scusa adesso si fa chiamare Mary…, che birichino/a….
I
War Disney l’uomo che inventò il mouse.
War Dagerfray Bruce Willis Holly e Bengi Mario Disney più noto come War Disney nacque in un incantevole borgo medioevale di chiara origine guelfa nel sud del Dakota ove i suoi avi di origine Anglo Arabo Sarda si erano trasferiti per sfuggire alla persecuzione a cui erano sottoposti I fan dei Farias nell’Europa di fine ‘900. Di padre Irlandese e di mamma mignotta War prenderà da una parte l’alto interesse per la religione cattolica e dall’altra una chiara avversione verso la religione cristiana che lo getterà nella più profonda angoscia solo per i primi 19 anni della sua vita.
Riavutosi non senza conseguenze da questo trauma, intuisce che la sua vita è fatta per uno scopo: prende i suoi risparmi e l’eredità lasciatagli dal padre e si butta a capofitto nel mondo dei ghiaccioli. In vecchiaia, quando si ristabilì completamente dal trauma infantile,War Disney parlò cosi del suo periodo nell industra dei ghiaccioli:”Ero giovane e pieno di idee, ma allo stesso tempo confuso e spesso ubriaco, poi pensai tutto se ne va,si è sempre più soli…ma il ghiaccio rimane ….mi chiede se lo rifarei???…..sinceramente???, lo rifarei.”
Quando l’azienda dovette chiudere, War fu arrestato per fallimento industriale e personale.
La condanna di 3 anni pendeva sulla sua testa, una volta in carcere War sarebbe stato ancor più solo, libero di ossessionarsi e di imparare per intero il suo nome.
In carcere provò ad associarsi con ogni specie di sottogruppo.
Prima si finse nazista per impressionare i nerboruti dell’Alleanza Ariana, ma fu presto sistemato e ridotto al rango di “sedia”.
Poi atteggiandosi in stile hip hop street culture rien ne va plus cerco di diventare fratello della comunità nera del carcere.
Dopo un periodo di prova di due mesi, la commissione dei fratelli, capii che non era di colore,e fu ridotto al rango di “sedia”
Allontanato anche dal gruppo trans per mancanza di virilità, preferi assumere da solo la posizione della sedia e in breve la mantenne per i primi due anni di carcere.
Poi come nelle favole, War fu scelto per stanare e uccidere i topi che assediavano da mesi ormai il carcere.
Dapprima provò a stanarli mettendo a tutto volume Marco Carta, poi non contento ne scaricò la suoneria e si faceva chiamare in continuazione.
Una volta stanati, i topi si trovarono in trappola, ne furono uccisi a centinaia, War con il suo topicida era ormai ad un passo dal farsi promuovere dal suo rango..
E da qui parte quella che tutti conosciamo come “La leggenda di War Disney”un misto di fiaba, unita a quella che il medico legale definì come:Intossicazione acuta e diffusa da agente atto alla disinfestazione dei ratti.
A voi credere alla scienza o alla magia, War Disney disse di aver ricevuto in una di quelle notti la visita del capo dei topi, vestito con dei pantaloncini rossi e dei guanti bianchi, che scambiava la sua libertà con la cessione in esclusiva della sua storia .
Il mattino dopo War si alzò di buon mattino, e dopo una rapida ispezione notò che tutti i topi se ne erano andati e che la nube tossica formata dall’abuso del topicida aveva trasformato il carcere ne vietnam post napalm.
Quando le autorità sgomberarono il carcere e ne purificarono l’aria, ai pochi sopravvissuti fu concessa la libertà a patto di non raccontare mai quello che successe nei giorni della caccia ai topi.
Tra i sopravvissuti ci fu anche il nostro War Disney che entrato in prigione all età di ventun’anni ne usci rinvigorito tre anni dopo dimostrandone non meno di 67.
In carcere aveva conosciuto Sacco e Vanzetti due noti illustratori omozigoti, che nell’ambiente dei cartoon si facevano chiamare con lo pseudonimo di Vanzetti e Sacco per non essere riconosciuti. Quando War raccontò loro della visita del capo dei topi, sia Bartolomeo Sacco che Nicola Vanzetti si fecero convincere a lavorare per la casa di produzioni War Dagerfray Bruce Willis Holly e Bengi Mario Disney nota a tutti come
Il loro primo personaggio di successo fu Herbert lo stercoraro, nobile insetto ma di dubbi gusti, il successo di Herbert fu fermato dall associazione americana coprofagi che ritennero il nobile insettino offensivo della loro morale.
Dopo lo stercoraro fu il turno del Ciuchino Tony che ebbe la sventura di nascer disegnato nel periodo del calore. Il calcolo dei fogli spesi per disegnare il sesso del ciuchino Tony, fece capire a War Disney che anche quello non sarebbe stato il progetto vincente .Nel frattempo l’incontro con capo dei topi lo ossessionava ancora, tant’è che un giorno in sala relax con Sacco e Vanzetti i tre si misero a disegnarlo per scherzo, e in quel giorno nacque quello che noi oggi conosciamo come Topolino
All’inzio Topolino si chiamava Marietto, storia di un italo americano ingiustamente condannato alla pena capitale per esser stato un anarchico.
Poi sempre per scherzo War allontanò dagli studi Sacco e Vanzetti e trovò come sceneggiatrice del suo topino una sedia; fu un successo immediato.
Ogniqualvolta la guardava gli faceva ricordare come da niente aveva avuto tutto.
Poi a Topolino si affiancarono il cane Pippo, la vacca Clara, Papero Paperino, i suoi nipoti e lo zio straricco.
Ma è giusto ricordare anche altri personaggi definiti minori che fecero il successo di War Disney.
Lo Gnu Alfonso che per problemi di poca riconoscibilità si suicidò con un mix letale di pigne e colla coccoina.
Personaggi che tutti i bambini hanno imparato ad amare dalle tenere culle del NordAmerica allo scenario da favola delle industrie cinesi…
Al prossimo appuntamento con… LE GRANDI BIOGRAFIE DI GRANDI PERSONAGGI SCRITTE IN GRANDE.
Scena:
Due signore di mezz’età aretine s’incontrano al mercato
Valeria: Oh Marina come stai ?
Marina:Uhn mi di niente c’ho dei dolori che me sembra de parturire de novo
Valeria:Oh che fatto?
Marina: Me so messa a vendemmiare dal mi cognato e mè preso il colpo della strega, so stato a fissà quella vigna finchè il fattore un se nè accorto e ma porto via col trattore.
Valeria : lo sai che te c’è vorrebbe per rimettete a novo ?
Marina: Un salto a Lourde me ce vorrebbe
Valeria: Ma che a Lourde, al Centro Anziani d’Agazzi fanno un corso de Joga…dice che fa benissimo
Marina: Macchè joga a me i succhi de frutta un me piaccion nemmeno
Valeria: Ma serai rincugliunita…Lo joga è na disciplina orientale che te rimette corpo e mente in ordine ,e unnè come la ginnastica..qui dice che un se suda nemmeno
Marina: El mejo me metta anche a sudà tanto no poche da fanne de mio,appena me sveglio so già in ritardo per qualcosa.
Valeria: Ascolta me, giovedi fan prima la lezione gratisse, andiamoce se un ce fa siamo sempre in tempo a venì via
Marina: Va bene alò ce se vede giovedi
Si ritrovano in palestra Marina è col pigiama.
Valeria: o te come te sei conciata co’ sto pigiama?
Marina : Un mè detto de mettemme comoda …su su ch’ ho lasciato il mi marito da se, se per le otto un siamo a tavola s’amazza.
Entra l’insegnante di Joga.
Tania:Salve citte, io sono Tania la vostra insegnante di Joga…iniziamo con qualcosa di semplice, proviamo la figura del saluto al sole
Marina: Sie senti questa come l’ha , vol salutare il sole alle sette de sera, Svegliate prima la mattina invece de fa tardi la sira!!!!
Valeria: Fa piano un berciare lo joga serve a meditare se non te concentri un te fa
Marina: Si ora me devo anche concentra con tutto quel che c’ho da fare..alò alò invece de perdere il tempo.,stamani se poteva esse andati a cercare i funghi , s’era fatto du passi e s’era salutato il sole uguale.
Tania:Brave citte , concentratevi sul vostro respiro e seguite l’animale guida…
Marina: (Sorridendo con gli occhi chiusi)Oh ..Oh Vale…ohh Vali ?
Valeria:(Visibilmente irritata,occhi chiusi)Che c’è ?..che vu?
Marina: (Sorridendo con g li occhi chiusi) Ma ma ..qual’è il tu animale guida ?
Valeria: Un delfino
Marina: Pausa(continua a sorridere) Lo sai qual è il mio ???
Valeria:Oh giù dimmelo
Marina: (sorride)…Il cuniglio in umido.
S’intromette tra le due una signora più sofisticata(drogata di eventi per anziani)
Signora sofisticata:(parla sovreccitata) ormai a me lo joga un me rilassa neanche più, il vero sballo è il Pilates per la terza età, te fa senti come na velina de vent’anni
Marina: ma che è sto (De)Pilates ?…io me sò fatta fa le gambe la settimana scorsa..c’ho n’estetista che un me piglia manco 20 euro
Valeria:Quanto sei sciocca…il Pilates te serve per la postura, per i muscoli.I muscoli che te tengon dritta…
Marina: No e adesso devo fare anche un corso per imparare a mettimmi a sedere, alò alò io piglio la mi roba e me ne vado
Signora sofisticata: Ma signora dove va, dopo lo joga c’è il corso di cucina per ipovedenti, e finito quello c’è la tombola, stasera si vince una mappatura gratis dei nei…
Marina: senta signora a me un me serve ‘na mappa per mandalla affanculo….arivederci a tutti!
Se avete il pallino della scrittura, saprete che come nella vita, alcune storie raggiungono una dignità letteraria tale da potergli dare un inizio ed una fine, altre invece hanno magari un grande inizio uno sviluppo stentato ed un finale banale.
Le storie (o mio dio mi maledirò per aver detto questo) valgono tutte la pena di essere vissute/raccontate ma è il loro essere raccontate nel modo giusto che le rende immortali o mortalmente noiose.
La storia che vado a raccontarvi è il cosi detto dietro le quinte di tre storie che mi sono piovute addosso in quest’ultimo periodo, che ho raccontato come faccio sempre: senza aver capito se valessero o meno la pena di essere narrate/vissute.
Ho preso queste vacanze come se avessi realmente bisogno di una vacanza.
Qualcosa dalla quale “staccare la spina”, come ci insegnano i teorici del risparmio energetico.
Ho scientificamente abbandonato la tastiera verso Santo Stefano e l’ho ripresa coscientemente in mano solo adesso.
In questo grasso lasso di tempo mi sono accusato di non aver niente da dire, e vi dirò, che per un po’ mi sono anche sentito colpevole di questo reato sicuramente non preterintenzionale .
Dunque colpevole.
A questo punto avrei bisogno di una pena da scontare.
Crocifesso in sala mensa con chiodi di garofano…….
Ed è solo li, di fronte alla mia colpa che di colpo grido la mia innocenza e mi difendo con quest’arringa interminabile e sotto sale che mostra a voi gentili membri della giuria e che di cose, volendo, ne ho sempre da dire, ma cercare un minimo di legame fra loro per me è impossibile e più mi sforzo di cercare un nesso più mi scordo dove l’ho messo e lascio che i miei pensieri vaghino come vorrebbe fare anche tutto il resto del mio corpo: libero, frainteso e piuttosto comodo.
Per una decina di giorni l’unica forza capace di avvicinarmi ad una penna è stata quella scaturita da un brillante articolo d’Internazionale.
Leggo con interesse nella rivista, che nessuno vuol fare più il prete o la suora, che trovare un idraulico è impossibile ma che invece uno scienziato politico vive e opera nel pianerottolo di un italiano su tre.
Ma non sono rimasto turbato dalla notizia finchè non ho letto che Buffon e altri noti portieri del campionato più bello del mondo girano le scuole per sensibilizzare i bambini sullo struggente dramma della crisi di vocazione dei portieri di Calcio.
Nessuno di noi vuol fare mai il portiere per svariati motivi:
Non corri, quindi non sudi, quindi tutti i ferormoni che non sfoghi in attività sessuali rimangono ben incollati alla tua pelle e minimo minimo se dopo la partita bevi due birre di troppo fisiologicamente devi distruggere il setto nasale del Beckam di turno.
In media se si gioca a livello dilettantistico è difficile trovare giocatori in grado di impensierire un portiere, anche se nel sopra citato caso di Buffon, impensierirlo significherebbe presentarlo come essere portatore sano di pensieri e questo sarebbe un perfetto ossimoro.
Insomma a questi livelli calcistici il tiro è spesso fiacco, la mira pietosa e poco sportivamente si tende a tirare fucilate pazzesche a due centimetri dalla porta.
Non v‘è dubbio, dunque, che in questo sport gli eroi indossano il numero 10.
Ad onor del vero, conoscete l’espressione tipica da telecronaca:Quel portiere ha fatto una parata che equivale ad un goal. Vi posso assicurare che non troverete nessun Bruno Pizzul disposto a dire : Quell ‘ attaccante ha fatto un goal degno di una parata.
Insomma.
Fino a dieci giorni fa la mia mente era quindi invasa da illustri pensieri e problematiche , tali da costringermi a struggenti nottate di riflessione , che di norma impiego sfruttando l’enormi risorse che il Porno
Poi come d’incanto, digerito l’ennesimo cenone festivo, ho smaltito anche le idee sui portieri e le suore.
Pochi giorni dopo, mentre in un lercio locale un gruppo di modelli bergamaschi cantava le virtù del “Golden Shower”(andate a cercarvelo su internet…ma non su wikypedia) rivedo una ragazza che mi ha sempre attratto e invece di dirglielo anche in una lingua non comunitaria preferisco mettermi a pensare com’ è che proprio quella ragazza specifica mi piace.
Dapprima litigo subito col mio complesso edipico:cazzo lei non assomiglia a mia madre, nemmeno in quelle foto con dietro il poster di Gianni Morandi”.
Risolto subito l’enigma freudiano noto che i suoi capelli nerissimi non mi parrebbero poi così neri se non fossero illuminati dai suoi occhi verdi .Allora d’improvviso mi ritrovo in un museo a Madrid, e lì tra tanti quadri ben illuminati c’è ne uno le cui lampadine che dovrebbero metterlo in risalto sono spente. Nel momento in cui ci passo davanti come per magia le lampadine si accendono e mi compare davanti in tutta la sua magnificenza uno dei quadri che amo di più in assoluto : Saturno divora uno dei suoi figli di Goya… e fate come volete, ma la cosa che mi fa impazzire di quel quadro è il nero di contorno che non avrei mai notato se quelle lampadine non l’avessero illuminato, guarda caso come gli occhi verdi che illuminavano quello stesso nero dei capelli della fanciulla.
Nel check-up che gli sto facendo , noto che le sue gambe post adolescenziali e piuttosto atletiche sono fasciate da una gonna girofica che definirei “scozzese”, un microkilt tanto per capirsi. Di nuovo, invece di fargli notare come si conviene che quella gonna sembra stata creata per lei, mi ritorna in mente quello straordinario e indimenticato programma che era Non è la rai.
Per quanto riguarda la mia visione del teen- show partorito dalla mente di Gianni Boncompagni, dirò solo che fino ad un certo punto ebbi solo una visione distorta e parziale di quel programma.
Il concetto era questo: Io odiavo mia Sorella per tutti i motivi per cui si può e si deve odiare una sorella. Mia sorella adorava non è
Poi un giorno
Anzi.
Poi un pomeriggio,
tutto intorno a me sembrò fermarsi, la televisione mostrò un angelo dalla voce vellutata e rugginosa d’apparecchio dentale che cantava “T’appartengo”, quell’ angelo di Nome Ambra al posto delle ali aveva una cazzo di gonna scozzese che mi si sovrappose come un memory sentimentale mentre osservavo quella della fanciulla dai capelli neri.
Per alcuni giorni questi miei pensieri sul percorso dei gusti, del piacere personale, mi son sembrati proprio una cosa sconvolgente, tale da riempirne fogli, da parlarne in giro anche solo perché se ne tramandasse la storia anche solo per sentito dire.
Alcuni minuti dopo , apro la mail e ricevo l’ennesimo rifiuto per la pubblicazione di qualche mia storia.
Rreagisco come mio solito:No cazzo dai avevo scritto un capolavoro, ma non è possibile, sono dei rincoglioniti, glie li) do io cento colpi di spazzola a ‘sti editori infami.
P i miei soliti cinque minuti introspettivi realistici deprimenti mi portano a pensare con una fortissima convinzione di altri cinque minuti che è giunto il momento di passare al piano B,di affrontare la realtà e buttarmi nella vita. La carriera artistica improvvisamente mi si presenta per quello che è, una velleità vestita alla moda dal sarto delle mie migliori sfilate : Peter Pan.
Vago in cerca di lavoro in qualche sito specializzato in annunci e li spazio.
Mi vedo come promoter di corsi d’inglese?OH Yeah, pochi secondi dopo sono un interior designer a cui non dispiacerebbe pure scaricare i mobili e allora mi ritrovo magazziniere o spedizioniere: Signò se me firma sta bolla io me ne posso pure annà,che c’ho da consegnà altra robba.(chissà perché nel mio cervello tutti i corrieri parlano in romano?).
Insomma, mi sento pronto a spiegarmi che probabilmente non vivrò facendo quello che amo, è arriva il momento di tirare fuori l’altro copione, quello in cui ci sono io che interpreto la parte di uno che sa fare una cosa, seppur banale e la fa, con quello ci paga l’affitto, le rate della macchina, ci manda a scuola i figli etc etc.
Insomma,
Ora che mi sembra di avervi più o meno detto quello che mi è passato per il cranio nell ultimo periodo, mi accorgo che ho finito creando un ottimo piano B di quello che avrei voluto dirvi e ne rido anche perché non so cosa fosse il piano A.
Ecco quello che mi succede: mi confondo ,mi contorco in tutto quello che credo essere il processo creativo che in teoria mi dovrebbe portare a scrivere la storia di tutte le storie,poi d’improvviso come la vita , la storia senza che me ne renda conto diventa un intreccio di situazioni che giudico meno interessanti che convolano insieme solo per sorprendermi, deludermi, affascinarmi coinvolgermi finchè non mi trovo alla fine a dover ammettere che la storia che racconta di come non avevo una storia interessante da scrivere valga la pena di essere raccontata.
Ho 28 anni.
E fin qui nessun problema.
Ho 28 anni e non ho un lavoro.
Primo uhm
Ho 28 anni nessun lavoro e non ho una relazione in grado di diventare una famiglia .
Doppio uhm
Ho 28 anni nessun lavoro, nessuna relazione e non ho una macchina.
Triplo uhm
Ho 28 anni nessun lavoro, nessuna relazione ,nessuna macchina e nessuna parentela degna di significato.
Fine degli uhm…costano troppo pure quelli.
Se avessi iniziato un articolo cosi dieci anni fa, mi si sarebbe dato dell irresponsabile o dell fancazzista o peggio ancora del no-global.
E’ come se questa crisi avesse annullato tutte le altre mie crisi rendendomi perfettamente la statistica che sono.
Avere quasi trent’anni adesso, vi giuro ,è uno spasso,alla mia età mio nonno,ma che dico mio nonno,mio padre, ma che dico mio padre, mio fratello aveva una laurea, un lavoro più che dignitoso in conformità con gli studi perseguiti e un senso del reale degno di Zolà. Io invece ho il senso del goal di Zola al calcetto del martedi una disoccupazione sempre in conformità con una quasi-quasi laurea in lettere che va di pari passo con la mia risposta alla domanda:
“Cosa vuoi fare dopo Lettere??”
“Testamento”.
E questo seppure io mi trovi in discrete condizioni di salute è un testamento, perchè miei cari amici la fine è vicina.
Fine.
Ok… non cosi vicina, ma poco ci manca.
In cosi pochi anni che sono in questo mondo ne ho viste già molte, ma quella di veder un trans comunista vincere il reality più famoso nel paese che ospita anche il Papa, mi ha fatto veramente riflettere.. ma riflettere non nei termini mentali, ho visto tutti i miei piccoli grandi dubbi riflettersi sullo schermo televisivo tipo specchio delle mie brame ma un po’ più freudiano..
Ho visto riflesso che l’Italia è si un paese di destra, ma è molto più tollerante di quello che si dice/legge basta che il famoso “diverso”,gli sia presentato in costume, sfinito dalla fame e col tocco giusto d’abbronzatura.(Capito perché i migranti cercano tutti di sbarcare a Lampedusa???)
Ho visto riflesso che la crisi economica è niente in confronto alla crisi di dignità che questo paese vive, molti si stupiscono della mancanza di senso dello stato,e io cretino mi lamento che questo stato mi fa senso….mah.
Ho visto riflesso un governo che prima ti vieta di fumare e poi ti offre un pacchetto anticrisi…
Ho visto riflesso un paese che si masturba,che gioca a poker on line ,un paese che non solo fa vincere Wladimir Luxuria ma che ancor peggio conosce “professionalmente” anche tutti gli altri concorrenti.
Salutata Simona Ventura, spengo
La premiata ditta Gallo & Gallo è lieta di presentare il primo post net-cubista della rete. E’ un gioco certo, un esercizio letterario, ma a decretare la continuazione di questa sperimentazione sarete voi avventori dei blog, con i vostri giudizi e consigli.
Le regole, semplici. Ci siamo dati un tema, comune a entrambi, e non ci siamo parlati sull’argomento. Ognuno di noi ha sviluppato il tema da solo, lo scopo è quello di capire come uno stesso evento può essere visto da punti di vista diversi.
Il post appare in entrambi i blog, agli indirizzi http://puntadipiedi.splinder.com (Filippo) e http://www.traumfabrick.splinder.com/ (Matteo).
Buona lettura!
Giusto ieri sera il mio coinquilino Atreyu, mi ribadiva che per lui non è importante che io non gli apra l’ultimo numero d’Internazionale appena arrivatogli per posta. Atreyu essendo un ragazzo piuttosto intelligente mi riconosce la volontà di non distruggergli un feticismo (quello di togliere il cellophane dall nuovo numero d’Internazionale), ma continua a sostenere che non è importante. Io non lo faccio come per altre cose che non faccio,non solo per il cattolico motivo di :”non fare ad un a persona , quello che non vuoi che venga fatto a te” ma anche, perché credo che dietro ad un gesto seppur inutile e pieno di routine ci sia un meccanismo che smuova nel tuo cervello una serie di feticismi che poi fanno della vita quell assurdo circo di ricordi di cui indolentemente adoriamo tutte le repliche.
Uno dei miei feticismi “d’autore”è indubbiamente legato al fratello ingegnere, con cui ho condiviso camera, puzzo di piedi lacrime e risate e la ben nota chiusura serale delle serrande.
Per capire meglio cosa sta dietro alla chiusura serale delle serrande è bene che vi spieghi la disposizione dell ex-camera dei fratelli Gallo.
Ci sono due letti, uno incastrato fra due armadi subito dopo la porta,e quello è il mio letto, poco più avanti in posizione ottimale rispetto al televisore c’è il letto di mio fratello , in mezzo alla stanza troneggiano le scrivanie, sempre piene di oggetti e quindi inutilizzabili. In mezzo alle scrivanie , si trova la porta che da sulla terrazza. Questa porta insieme alle due finestre laterali può/deve essere chiusa da delle serrande a scorrimento come quasi tutte le porte-finestra del mondo. Fin qui tutto bene direbbero nell’ Odio, ma il problema si creava nel momento in cui entrambi pigiamati e ben circondati dalle amorevoli coperte di mammà, al momento di dover chiudere proprio quelle serrande. A questo punto, con un semplice gioco di sguardi tra me e mio fratello si apriva l’eterno dibattito facilmente descrivibile con questa semplice domanda:
“A chi tocca chiudè le serrande ?”
Questa domanda era solo l’apripista per un confronto all’americana tra due simili della stesso sangue colpevoli entrambi di un ben noto capo d’accusa:l’indolenza
Con gli anni ho dovuto imparare che le cose si fanno e basta senza un motivo apparente senza un “ieri le ho chiuse io”,riducendo i rapporti ad un normale e molto meno originale rapporto tra adulti. La cosa fantastica erano i vari motivi che spingevano un fratello a credere che l’altro fosse più in dovere di lui di chiudere le serrande
1.L’intramontabile: “Vedi che io le ho chiuse ieri”
In diciotto anni di “coinquilinaggio” con mio fratello nessuno dei due si è mai preso la briga di mettere su carta un calendario effettivo delle chiusure di ognuno dei singoli contendenti.
Questo, negli anni universitari mi ha reso impossibile comprendere l’accendersi di forti dibattiti sullo stilare o meno un ordine delle pulizie di casa e comprendere tanti altre piccole idiosincrasie nei rapporti di coppia.
Panta rei o Panta ni
2.Duke’s of Hazzard stylin
Quando c’era complicità tra me e mio fratello, attendevamo in maniera ipocrita la buona notte da uno dei genitori e sfruttavamo lo slancio d’affetto per slanciarli verso le serrande.
3.Chiudere per dimenticare.
Va detto per onor di cronaca che il mio rendimento scolastico era decisamente molto inferiore a quello del fratello ingegnere,anzi il mio rendimento scolastico era inferiore e basta. Questo mi riduceva in una sorta di servilismo atto a far dimenticare le delusioni provenienti dai numeri spesso inferiori al 6, tra le varie mansioni che svolgevo in casa per far rialzare le mie quotazioni di membro della famiglia c’era anche quello di chiudere le serrande : Questa mia condizione a onor del vero non durava più di tre giorni ,forse una settimana proprio quando i voti erano troppo simili alle temperature invernali.
4.Visto che sei in piedi…
Questa era la condizione che doveva aprirci gli occhi sulla nostra straordinaria capacità di rendere un semplice gesto come un impresa eroica. Molto spesso uno di noi due si doveva alzare dal letto per andare al bagno per rendere il giusto merito alla propria prostata, ed era in quel attimo fatale che l’altro ancora ben saldo sul proprio letto pronunciava l’eterna frase:”Visto che sei in piedi, perché non chiudi le serrande…
E non vi sto a narrare le truculente storie di offese personali, botte da orbi,e cose al limite del comprensibile che sono scorse tra quei due letti per questo futile motivo.
Ma ad esser sincero ora che questo è diventato realmente un futile motivo mi ritrovo a chiudere le serrande senza più pensare a niente ,facendolo e basta rendendo seriamente quel gesto, solo un semplice gesto. Diventerei pure malinconico ma ho scoperto che poi c’è gente al mondo a cui mancherà pure Emilio Fede e il Digitale terrestre ,quindi chiudo gli occhi e lascio le serrande aperte come quando ci credevamo troppo orgogliosi e splendidamente stupidi.
Quando Nicola si trovò di fronte la sua segretaria con un cellulare per orecchio capì
che quel viaggio seppur strampalato era più che necessario.
Entrò in quell’ufficio, con la consapevolezza di non aver alcun affare da seguire, ma di avere comunque un ufficio cosicchè potesse rispondere a tono a chiunque lo tacciasse di far la “bella vita” .
Prese Vanity Fair, distese elegantemente le gambe sul tavolo e fu pronto per quella ennesima pantomima.
Irruppe senza bussare la sua segretaria.
_Buongiorno Nicola le ho portato il solito cappuccino con latte di soia e guaranà
_Grazie Carla appoggialo pure li.
_Le volevo ricordare che domani ha una giornata piena, cercherò di spalmarle gli impegni in modo che riesca a trovare un break per un brunch con i suoi genitori.
Nicola staccò gli occhi dalla pagina dei gossip, stiracchiò le gambe e venne giù dritto:
_Mi deve trovare qualcosa più di un break per domani, visto che in mattinata parto per gli States, e avverta mia madre che passo oggi a pranzo
La segretaria ebbe un mancamento seguito ad un ribaltamento gli occhi e ad un nervosismo simile a quello di willy il più noto dei coyote , poi trattenne il fiato per un secondo , infine , per rispondere cercò lo Zen dei tibetani pur trovando solo qualcosa di simile all’ ora et labora benedettino:
_E non mi avverte nemmeno di questo imminente viaggio ???
Si tratta di quel contratto per le olive ascolane???
Nicola in un attimo si ritrovò dalle assolate spiagge della Florida alle olive di Ascoli, traumatizzato rispose:
_No
_Allora forse dovrei essere aggiornata su alcune novità rilevanti ?
Era tipico della sua segretaria eccedere con i tecnicismi per soddisfare la sua naturale curiosità di donna
_Senta Carla me ne vado solo per qualche giorno
Il mistero s’infittiva ,ma nonostante ciò,
_Non mi dica che è stato contattato da qualche network americano ?
Ecco in cosa si riduce una laurea in Scienze della Comunicazione, pensò Nicola prima di rispondere:
_Nooo Carla me ne vado diciamo…diciamo…per turismo…ecco per turismo
A quel punto
_E lei va a fare una vacanza ora , ora ..nel momento catartico della sua carriera d’artista, nel climax pieno dell suo essere inserito nello star system???
In più il deputato Ronconi della Lista “Italia Uno”sta organizzano un reach found party per finanziare la sua candidatura e portare qualche spicciolo nella propria Lobby…e lei se ne va in vacanza….in America???lei che la sua America l’ha già trovata qua ???
Nicola continuò a fissare la sua segretaria come se aspettasse pure una risposta per lui in mezzo a tutte quelle assurdità ….…non arrivando si limitò a dire:
_Pur con tutto il malincuore del mondo tu devi dire al Deputato,al momento catartico,allo star system,al reach fottuto found party che io non ci sono…..
Carla, sconfitta dalla posizione più che dalla risposta, chiuse la sua agenda, mise il tappo alla penna e disse sommessamente:
_Se non ha più bisogno di me, tornerei alla mia scrivania
Nicola, risultato vincitore più per la sua posizione che per la sua risposta, aggiunse:
_Senta Carla prima di andarsene , volevo chiederle se aveva ritelefonato quell’Elisa ??
_No direi proprio di no,rispose Carla con un certa soddisfazione.
Anche Francesco si trovava ad affrontare la “donna della sua vita” e non se la sarebbe cavata mandandola semplicemente alla propria scrivania.
_E cosi…se ho capito bene…tu te ne andresti in America…così da un giorno all’altro. .per un simposio-informativo sull’evoluzione dei Becchi Bunsen ??? Ho capito bene ???
Francesco fece l’unica cosa che aveva senso fare: mentire
_Se non mi credi chiama al lavoro e fatti ripetere quello che ti ho appena detto….
Poi come il peggior baro dei bari aggiunse
…ma questo significherebbe che non ti fidi di me…
La moglie che aveva già un buon presupposto per ucciderlo, sentì in quel “non ti fidi di me” anche un alibi che avrebbe potuto reggere in tribunale….forse in quello di Forum.
Capiva che il marito mentiva, ma non capiva il perché: troppo tirchio per avere un amante, c’era qualcos’altro e pian piano s’annidava in lei l’idea che il marito avesse solo bisogno di un viaggio disintossicante dalla famiglia, dal lavoro e pure da lei.
Rispose contro- bluffando:
_E se venissi con te ? se ti seguissi in America per il simposio ?
Sgamato il bluff, Nicola fu costretto ad alzare la posta, tirò fuori un sorriso dall’album del matrimonio e commise l’errore numero uno di chi mente:continuare a mentire
_Senti Cara…alla fine sarebbe solo un viaggio noioso, io sarò tutto il giorno in riunione, uscirò da li stanco e nervoso..e ci ritroveremo ad ingollare una cena in silenzio,non mi pare il caso…piuttosto facciamo che quando torno mi prendo un paio di giorni di ferie ,sbologniamo i ragazzi da tua madre e ce ne andiamo in Toscana in uno di quegli agriturismi che ti piacciono tanto.
Era sceso talmente in basso che la moglie quasi voleva desistere, ma più il marito mentiva più cresceva in lei l’idea di avere accanto a se un uomo, sì innamorato di lei, ma anche tanto stanco di lei.
Confusa ,mise nella sua risposta l’idea stessa della sconfitta:
_Ma….io…io…potrei.. potrei..potrei comunque trovare qualcosa da fare e magari riusciamo in serata a ricreare una sorta di luna di miele bis…non ti prende l’idea??
Nicola era commosso e spaventato allo stesso tempo, come un bel voto preso copiando, poi come in quella situazione, si limitò ad annuire continuando per la sua strada.
Osservando la valigia vuota cercava di dare un valore alle parole: bagaglio a mano.
Lì, in quel personale check-in di vita coniugale si trovò a pensare che forse l’unico velo che doveva ritrovare era quello nuziale, ridotto dai figli lavoro parenti e tanti guai in uno stato pietoso.
Gli mancò il coraggio per dirgli tra le tante cazzate che si dicono in un matrimonio, che l’amava,nonostante i figli non suoi, nonostante i parenti nonostante lei…ma fini per glissare cosi:
_Senti amore io vado, e credo che questo mini-periodo di stacco farà bene ad entrambi…in fondo e infine sono solo pochi giorni…e..e..ee
Avrebbe potuto comprare un’ulteriore vocale ma è preferibile dare un occhiata al Jackson e ai suoi preparativi.
Lui, almeno non doveva rispondere a nessuna donna, fece la valigia piuttosto frettolosamente : maglione a collo alto VS maglia della salute, ci voleva più coraggio o forse meno mutande….
Previously on velo pietoso:
Nicola e Francesco si sono decisi a seguire il Jackson alla ricerca del velo pietoso. Non rimane altro che prenotare un "volo" pietoso per Orlando e incunearsi a Neverland, dimora-parco giochi del noto Michael Jackson.
Preparate cuore ,mente e bagagli a mano.
Una volta di fronte al form di prenotazione, il Jackson ebbe un attimo d’esitazione, come se una forza simile a quella di Luke Skywalker gli impedisse di raggiungere il mouse.
Si alzò di getto dalla sedia e, compulsivamente, si buttò alla ricerca delle sigarette d’emergenza.
Aveva smesso di fumare ormai da più di un anno ma l’occasione sembrava richiedere uno strappo alla regola.
Frugò in tutti gli anfratti di quel minuscolo monolocale che non sarebbe mai e poi mai diventato un castello. Evidentemente quella forza che lo teneva lontano dal mouse agiva anche contro il suo incontrollabile desiderio di tabacco.
Non riuscendo a reperire nemmeno uno straccio di sigaretta decise di riempirsi la bocca con un pacchetto di Crackers provenienti dal Cretaceo che gli resero la voce come quella di un cantante blues appena sveglio.
Rincontrollò i messaggi ricevuti da Nicola e Francesco, tanto per accertarsi che l’insicurezza non proveniva più dai suoi compagni di viaggio, ma albergava dentro l’ideatore stesso di quell’assurda impresa. Un insicurezza che avrebbe riempito le tasche di chissà quanti psicologi che lui aveva deciso di sostituire con un ossessivo ascolto del cantante multicolored.
Il Jackson era convinto che ad ogni domanda della vita si poteva trovare risposta nella voce pre-puberale del suo mito. Provare a scardinargli questa sicurezza era come chiedere ad una foca il proprio codice fiscale: inutile e impossibile.
Si rimise al computer,rigido nella sedia da ufficio come se i braccioli e le rotelle fossero un’espansione del suo corpo .
Mise un bel 3 sul numero dei passeggeri, si accertò di avere tutti i dati e quando si trovò di fronte al tasto: INVIA RICHIESTA, trattenne il fiato guardò alla finestra in cerca d’ispirazione e premette con tale forza che il mouse rimase bloccato per alcuni secondi.
Era talmente assorto che non sentii sua madre entrare in casa.
“Oh Buongiorno figlio adorato, sono le undici e già sei in piedi?...allora andare a messa serve a qualcosa. Cosa fai già ti smanetti di prima mattinata su qualche sito porno?”
Il Jackson saltò nella sedia come se fosse stato realmente colto a masturbarsi.
“Che ci fai qui mamma? Non potevi suonare ?”
Sua madre stava già rimettendo apposto il letto, rovescia sul cuscino di
“Carissimo, io ho provato a suonare, ma se nessuno mi apre…mi riesce difficile entrare in casa mia, oppure non è più nemmeno casa mia?”
Il Jackson la fissò cercando di non farsi pietrificare, ma non fu semplice, se la medusa aveva il suo punto forte nei capelli serpentini, la madre aveva nel suo repertorio parole altrettanto velenose.
“Se permetti questa è casa mia quanto casa tua, se Papà avesse saputo con quale animale ti saresti risposata dopo la sua morte, non ti avrebbe lasciato nemmeno la metà di niente.”
Sua madre continuò nelle sua faccende domestiche, come se in ogni cassetto che riordinava trovasse ottime motivazioni per trovarsi lì.
Stanco di vederla trottare intorno a lui, Nicola prese coraggio, ma evidentemente sua madre doveva averlo già riposto nel giusto armadio e si trovò a balbettare un:
“Avresti una sigaretta?”
La madre, già sulla porta, rispose un secco:
“Ma tu non avevi smesso di fumare? Era tra le poche cose che ti era riuscito di fare, ma evidentemente ti è venuto male anche questo.”
Il Jackson non fu sorpreso della risposta negativa, anche se una risposta così negativa sinceramente se la sarebbe risparmiata ben volentieri. Cambiò immediatamente discorso cercando il famoso”Dialogo”.
“Io Mercoledì vado in America con i ragazzi, te lo dico cosi ora lo sai e non chiami ‘Chi l’ha visto?’
La madre lo guardò come se avesse capito proprio in quel momento un indovinello dopo anni di logorio mentale.
“E cosa andresti a fare in America con i compagni di merenda? Ma soprattutto con quali soldi pensi di andarci? Io non ti do più una lira.”
Nicola fece una pausa alla Celentano per cercare dentro di sé una risposta matura, ma alla fine le sue parole suonarono come la picca di un bambino:
“Cosa vado a fare in America sono cavoli miei e se permetti ci vado con i soldi della Vendemmia”
“Ma se dopo 2 giorni ti hanno mandato via?”
“Mi hanno dato dei soldi proprio perché non mi facessi più vedere, cara mammina”
“Va beh, cosa vuoi che ti dica più di quello che ti ho già detto in tutti questi anni…io me ne vado, se ti balenasse l’idea di farti vedere a casa qualche volta, anche Giorgio ne sarebbe contento.”
Dopo aver sentito quel nome Nicola prese le spalle e le girò, diresse i suoi piedi verso il bagno, aperta l’acqua della doccia si fece scivolare odio rancore e shampoo .
Sua madre strizzò gli occhi per non piangere, prese il borsello e ne estrasse 200 €, li mise sotto il telefono e se ne andò come era venuta.
Mi scuso (non so bene con chi) per la pausa da VELO PIETOSO , ma non riuscivo a resistere ad un occasione cosi ghiotta, vedetelo come un fine primo tempo
Come avrei salvato Alitalia
La compagnia di bandiera ormai a mezz’asta si salverà solo recuperando gli ultimi rimasti di Lost.
Detto questo andiamo ad analizzare il mio piano di salvataggio per Alitalia.
1.Dotare i sindacalisti presenti in vertenza dei comodi sacchetti per il vomito.
2.Non aiuta se le hostess indicano dopo l’uscita di sicurezza il sito di Ryanair.
3.Dare più libertà d’espressione ai piloti, che so… al posto della solita voce del comandante sull'andamento del viaggio,proporre letture di Poesie De-cadenti (no quelle è meglio di no), ricette di cucina o aggiornare i clienti su quali hostess sono fidanzate o meno
4.Creare un pacchetto talmente low cost che permetta ai clienti di guidare direttamente gli aerei.
5.A Malpensare... uno.... delle volte…..
6.Distruggere le armate rosse o in alternativa conquistare Lufthansa con almeno due carroarmati
7.Per risparmiare sul carburante, non far decollare l’aereo e mantenere il carrello usando le autostrade
8.Creare dei pacchetti volo a tema: un volo speciale per le vedove il 1° novembre; possibilità di sparare missili nel giorno della festa delle forze armate; ricreare l’incidente di Ustica con la voce di Lucarelli etc etc…
9.Evitare di chiamare un aereo Icaro
10.Inventare uno spot vincente del tipo: “Si chiude una porta, si apre un portellone ”
11.Unificare il check- in bagagli con quello ospedaliero
12.Cancellare per metà settembre i voli su New York
13.Creare una sorta di fermate su richiesta dotando i clienti a bordo di paracadute poco prima della fermata
14.Per quanto riguarda i pasti a bordo: si fa alla romana.
15.Solo bagagli a mano e in stiva altri passeggeri che dovranno essere gente alla mano
16.Ricordo che la sigla CAI è anche l’urlo di dolore di Pluto, un cane accudito da un topo
17.Fare un film tipo Titanic ambientato su un aereo Alitalia. Sarà dura trovare un iceberg volante ma, in effetti, anche il Di Caprio coraggioso era poco credibile.
18.Voli leghisti Linate- OralSenio anda e rianda, pranzo a Pontida incluso.
19. Pacchetto Borghezio:far pagare il volo agli immigrati rimpatriati .
20. Voli differenti per le diverse firme dei sindacati: i piloti iscritti alla Cgil voleranno solo verso sinistra; quelli dell'Ugl effettueranno rotte solo verso paesi a destra dell'aereoporto; quelli della Cisl e Uil non potranno compiere virate
21.Creare un sindacato anche per i piloti automatici, segretario Hall 9000
E non ho detto niente del commissario Fantozzi; non mi piace sparare sulla croce rossa….neanche quando vola.
Sconfitti dalla vita e amareggiati dalla propria esistenza, Nicola e Francesco capeggiati da Angelo Fatucchi detto il Jackson, vengono a sapere che nella sontuosa residenza di Michael Jackson è tenuto nascosto il leggendario Velo Pietoso, l’indumento che una volta indossato azzera la percezione che la gente ha di te. I tre erano tutti ad un punto di svolta della loro vita, ma per ripartire dovevano fare i conti col proprio passato, azzerare il contachilometri e ripartire.
Francesco –
Spenta la radio e tolto il camice diede una rapida occhiata all’orologio della parete , giusto per rendersi conto delle due ore di ritardo, giusto perché una volta a casa il lavoro non sarebbe finito. Cercò l’interruttore generale, l’ultimo gesto prima di chiudersi quel mondo alle spalle almeno per quella giornata.
Nonostante fossero diversi anni che lavorava in quel laboratorio ancora non aveva capito a quale presa corrispondeva il macchinario da spegnere, quindi li tirava via tutti sprecando puntualmente almeno un quarto d’ora per capire quale prese andassero lasciate attaccate e quali no. Mentre si chiudeva la porta dietro accese il cellulare, lui non era come i suoi colleghi che lo tenevano acceso pure in riunione, lui lo spegneva forse per non sentire la moglie o forse perché albergava in lui l’animo di un rivoluzionario, che vestiva con imitazioni e odiava l’aperitivo e quelle chiacchiere al sapore di noccioline scadute e olive annegate nella salamoia.
C’erano tre messaggi della moglie , uno che gli ricordava di prendere il pane, un altro per avvertirlo che passava lei dal forno e l’ultimo che gli ricordava di essere puntuale visto che per cena erano stati invitati i suoceri. L’ultimo messaggio lo fece sudare freddo, non c’era mazzo di fiori, dolci da prendere in pasticceria per farsi perdonare le due ore di ritardo, mandò un messaggio preimpostato verso il cellulare della moglie e sperò nel meglio. Poi pensò a quelli che programmano i cellulari e nelle mille cose che ci mettono dentro pensano pure ad un messaggio preimpostato del tipo :Tesoro scusa per il ritardo arrivo appena posso”, magari lo mettono in memoria facendo tardi ad una cena con la moglie….cercando di arrivare appena possono.
Dopo questa immersione nel suo mondo riemerse in macchina allacciandosi la cintura pronto per rituffarsi in un'altra delle sue storie boomerang di quelle che partono dalla tua testa e rifiniscono li esattamente con la paranoia di partenza.
Aveva ormai superato i 27, lo spartiacque per capire che ormai non avrebbe più potuto vivere veloce e morire giovane come tanti suoi miti.
Nella sua mente si creò una sorta di album Panini di celebrità morte giovani e perciò diventati indimenticabili solo per il fatto di non essere invecchiati a tal punto da diventare dei perfetti stronzi da venti greatest hits e due pezzi nuovi ogni cinque anni.
q Robert Johnson
q Kurt Cobain
q Jimi Hendrix
q Janis Joplin
q Jim Morrison
q Brian Jones
Si immaginò una vita finita nel momento in cui realizzi quello che sei, poi l’insegna spenta della pasticceria lo riportò alla sua vita di marito ritardatario e non ci fu più spazio per vomiti soffocanti o pallottole caccia guai.
In ascensore Francesco si guardò allo specchio cercando di riassestare quel mosaico di occhiaie pallore e occhio vitreo di chi ha fissato uno schermo troppo a lungo. Aperta la porta di casa, erano già tutti abbondantemente al primo e lui che era già alla frutta si affrettò a blaterare un :”Scusatemi veramente, sapete come vanno queste riunioni”.
Nessuno sembrò fare caso né al lui né alle sue scuse, posò la valigetta sul letto e in bagno trovò il figlio di quattr’anni che si lavava le parti intime nel lavandino.
Si mise a ridere poi pensò il suo solito: “Si vede che questo non è il mio”
A tavola c’era un piatto semi-ghiacciato di pasta alla norma e le solite chiacchiere boriose del suocero: casa al mare, fabbrica nell’hinterland e amante segreta in Romania.
“Allora Franceschino quei maledetti microscopi son più belli di tua moglie, o hai una liazzon segreta con qualche provetta”
Tutti risero e sua moglie si alzò dalla sedia per lanciargli un occhiata già conosciuta e si ripresentò dalla cucina con l’arrosto fumante.
Pensò che il vecchio porco ne doveva sapere di liazzzon segrete, poi s’irrigidì nel vedere che il figlio medio finiva senza alcun riguardo le patatine al forno.
Avrebbe tanto voluto arrabbiarsi ma ripagò cosi il debito del ritardo e fece buon viso a cattivo gioco.
Al caffè si ritrovò il figlio più grande sulle ginocchia , non era un gesto dolce ma l’ennesima picca di un bambino che vuole la qualifica di ”grande” comprovata da una tazza di caffè bevuta insieme ad altri “grandi”.
Ovviamente tutti rimproverarono il padre che gli lasciò un sorso del suo, tutti prontamente diventarono
L’altro figlio, Giacomo il più piccolo tornò dal bagno praticamente nudo, correndo per il salotto con l’intenzione di lavare il cellulare del padre, che secondo lui era molto sporco.
Riuscii a fermarlo appena in tempo, e lì si ritrovò a leggere il messaggio del Jackson:
Allora culo a sposato, vieni a Orlando o vuoi continuare con la tua solita vita?
Il Velo ci attende…non facciamolo aspettare.
Devo prenotare il volo pure a ttia?
Irritato sulla battuta sul suo culone mise il cellulare in tasca.
Salutati i suoceri e contento di chiuder loro la porta si trovò con sua moglie a rimettere in ordine
A quel punti stanco di essere stanco, prese la monnezza e si diresse verso i bidoni, lì di fronte alla spazzatura pensò di buttarsi pure lui.
In mezzo a quel mare di sporcizia vide un poster semi ditrutto di Kurt Kobain , ne fece una metafora prima di soffocarlo con la spazzatura di casa , chiuse il bidone e rispose un secco SI al messaggio del Jackson.
