domenica, 22 aprile 2007

Cagotto vers2.0 :il Galloz Vs Il Salone del Mobile

Buonasera.
Io e la signorina Shocka ,  inviati del giornale Tutto sul Bidet, ci siamo recati per una due giorni milanese al Salone del Mobile.
Io e la signorina, visti i costi proibitivi del Salone ufficiale(siamo free-lance non idraulici), ci siamo dovuti "accontentare " di visitare la zona low cost: Il Fuorisalone.
Per ovvi motivi  viaggiavamo in incognito: Lei per nascondersi da un ex locale, ed io per proteggermi dalle grinfie del giudice Anglo-abruzzese Henry John  Woodcock, che mi tormenta con delle foto compromettenti con una Velina di nome Saverio.
Comunque.
Arrivati a Milano in zona Tortona, eccitati come due carcerati alla visita coniugale, siamo incappati in un minimal-bar per due cappucci low- profile.Con una mano prendevo la tazza e con l'altra salutavo designer emergenti che si scottennavano per un contratto con le CucineScavolini,tra l'altro se andate sul link noterete nella famiglia - sorridente i segni evidenti della la sindrome  compulsiva da componibile: OCCHIO SBARRATO, PARESI MASCELLARE,PATINATISMO EPIDERMICO, che mi dicono dalle regia non esistere, almeno non come malattia.
Comunque.
Si sa il mestiere di giornalista non è facile, se vuoi fare un gran pezzo, una roba da pulitzer, devi  trattare argomenti scottanti ed esporti sempre in prima persona, come un eritema solare.
Ad ogni stand corrispondeva il suo intruglio da bere :
ORE11:Design Giapponese: Manga e sakè, mango a parlarne.
ORE11:30:Design  Svedesi, occhiaie blue e stempiature bionde.Dolcetti al burro.
ORE12:00:MtvSTAND:Occhiali neri e Smirnoff in tetrapack, Ipod, youpod, shepod....
ORE13:00:DA CARLO PANIN E PIADINE,:Hamburgesa, latta di birra e rutto libero.
Cosi tra il sogno MadeinItaly del Lapoamantedeiclitoridiparticolarmentesviluppati e bagni per giganti io e l'addetta stampa Shocka, ci siam visti già sbronzi prima di atterrare sui navigli giusto per l'ora dell aperitivo .Li, immersi finalmente nella milano da bere siamo stati richiesti  d'urgenza(non prima di un  paio di anytime)ad una serata di prim'ordine alle porte di linate, ove imperavano Pupo e Vodke di qualunque razza e credo religioso.
Presa la metro con in mano un Mojito(Sex and the City ci fa una sega),indossato l'abito elegante, abbiam ballato e cantato hasta la muerte.
 Intorno alle 5 A.M.,visto che al Savoia le camere erano esaurite abbiam ripiegato su un amico di Grecia della mia collega, non prima di un felafel della buonanotte, morendo appunto  con un felafel sullo stomaco, più che in mano.
Nella notte una strana guerra incivile avveniva nelle mie budella.
E uno, due e trendy :  cagotto fu.
Così le mie, d'interna, si sono distinte nel design d'interni. E siccome la mia è da sempre arte concettuale, l'ho fatta lì, proprio lì, sul cesso di casa mia ,dal mio cool, appena rientrato in da House ..

postato da: galloz alle ore 21:16 | link | commenti (18)
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lunedì, 02 aprile 2007

Anche un orologio rotto funziona almeno 2 volte al giorno:Il Galloz Vs le sue solite battutine


 

“E’ molto più difficile far ridere che far piangere, figliolo”, 

Mia Madre di fronte ad una puntata di Porta a Porta.

 

Il mio padre bolognese,(quello sulla destra con gli occhiali) invece oltre a far fatica nel riconoscermi come suo figlio, sostiene che mi crogiolo troppo nel mio personaggio, perdendo cosi il restante mondo intorno a me, o almeno, mi è sembrato abbia detto cosi.
.Dargli torto sarebbe praticamente impossibile, indi l’unica cosa da fare è fargli accettare questa mia inclinazione naturale all’ironia sfidando senza limiti di peso ogni categoria dell’ antica arte della comicità.

 Bisogna leggere le regole prima di partire, come in ogni buon gioco da tavola:

1.      A differenza del tragico che è un sentimento universale, la risata è indissolubilmente legata al tempo, alla società, all’ antropologia culturale, e in alcuni casi alla qualità delle droghe a disposizione.

2.      La risata è con voi e non di voi.

3.      Mescolare ben bene e cuocere il tutto a bagnomaria.

 

Secondo Aristotele il comico sarebbe tutto ciò che è fuori tempo e fuori luogo, cosi magari capite il perché del proliferare di tante battute sulla politica. Emerson detto il Puma cercò di perfezionare questa teoria inventando il Gas esilarante, ma fu un successo di breve durata, almeno quanto la bombola. Chi invece fece della comicità una propria filosofia fu Bergson, che in un saggio di inizio 900, sostenne che il riso, essendo indissolubilmente legato alla condizione umana, portasse chi facesse uso della gag comica ad un altro sentimento: l’empatia. Cosi capite perché tutte le gnocche di questo mondo sostengono di voler accanto a sé un uomo che faccia ridere”…oh, tutti comici  ‘sti calciatori!!!

Ma addentriamoci nella sfida.

Ci sono due discipline della comicità in cui l’umorismo si divide come se fosse una specialità olimpica, ma non come il curling, quello per me non è nemmeno uno sport è più una faccenda di casa.

 

1.      Il cabaret, in cui i suddetti cabarettisti devono, attraverso un ritmo sostenuto, coinvolgere lo spettatore nella risata entro un tempo limite.

Esempio:

“Qual’è il segreto della…”

“Rapido, devi essere rapido”

(Daniele Luttazzi, in un'intervista)  

 

Luttazzi, come il sottoscritto, utilizza spesso la tecnica dell’Anticlimax, ma io mi fido più del preservativo.

 

2.      L’ Umorismo involontario è invece l’altra disciplina della comicità.

Per intendersi è quello troppo spesso abusato nella nuova commedia all’italiana, in cui si prova a nascondere sketch triti e ritriti tra kili e kili di cosceculitette. Tra i film che utilizzano tale tecnica è da annoverare "La dottoressa ci sta col colonnello" dove Lino Banfi riesce a centrare dalla distanza la bocca del giovane Alvaro Vitali con una fragola.

esempio:

L’altra mattina mentre andavo al lavoro, ero, come mio solito, sovrappensiero e, noncurante di un cieco che attraversava la strada, ho attraversato sopra il suo bastone: tipico di loro ciechi ..attraversare cosi alla cieca.

Fattostà che il bastone orientativo è andato in pezzi. La gente si è fermata prima a ricostruire la scena e poi a guardarmi come se fossi il Pacciani. Ho raccolto i pezzi del bastone in fretta e furia e li ho riconsegnati alla persona non vedente. Mi sono scusato e sono scappato a nascondermi.

 

                                     ci provasse Alvaro Vitali a nascondersi da un cieco.

postato da: galloz alle ore 15:13 | link | commenti (37)
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