La vita nelle favole tende ad essere piuttosto lineare.
C’è un cavaliere che ricco per nascita può dedicarsi a uccidere draghi, salvare fanciulle in pericolo e liberare regni dalle forze oscure che lo tengono sotto scacco.
Il cavaliere che è in me tende ad essere disoccupato da queste professioni per vari motivi: la nostra società crea draghi in continuazione ma riconoscerli è sempre più difficile, una volta volavano e sputavano fuoco, adesso al massimo riciclano soldi e vendono immobili. Le fanciulle oramai si salvano abbondantemente da sole senza il bisogno di nessuno e infine le forze oscure non tengono prigioniero questo nostro regno, ma hanno tranquillamente vinto delle regolari elezioni.
Quindi per i cavalieri come me è tempo di magra, tempo in cui bisogna trovare un ripiego da quella vita piena d’avventura e trovare un nuovo posto nel mondo .
Mi aggiro per il regno calciando sassi e baciando rospi in attesa che si trasformino, ma l’attesa produce solo una verruca nelle labbra e una rapida estinzione di rane. Faccio un giro per il regno dei maghi sperando di trovare qualcosa con cui distrarmi, ma ormai anche i Maghi hanno dovuto ripiegare sulle ultime magie rimaste: pillole del giorno dopo, clonazioni di pecore e apparizioni e sparizioni di armi di distruzione di massa.
“Che noia” penso, allontanandomi in cerca di qualcos’altro da fare, poi mentre mi aggiro per il bosco trovo una ragazza addormentata, la guardo e in un moto di passione infinita cerco di svegliarla:
Gallo: Ciao bella, hai bisogno d’aiuto?
La ragazza non si risveglia subito, apre una prima volta gli occhi, mi guarda e li richiude, si da una spolverata agli abiti e poi li riapre:
Bella addormentata: Ma…ma quanto ho dormito? Dove …dove sono?
La bacio noncurante dei diritti d’autore su questa scena e le rispondo infilando la lingua dove posso.
Gallo: Ti ho trovata in mezzo a questi boschi, sola sperduta e addormentata e pensavo che avessi bisogno d’aiuto.
La bella si rialza pulendosi le cispe negli occhi e finalmente riesce a capire chi è e perché si trova li
Bella Addormentata: Ahh già già già, ora mi ricordo, mi sono allontanata dal rave nel sottobosco per prendere un attimo fiato e mi sono addormentata qui, anzi mi devo dare una sbrigata sennò perdo la carovana e ho finito le molliche di pane e sono già a rota.
Se ne va non prima di una tiratina di polvere di fate, ma inciampando in un tronco cade e si riaddormenta sotto l’albero successivo.
Stavolta la lascio li a dormire, sono un cavaliere mica una radiosveglia.
La magia del Natale è uno di quei trucchi che anche scoperto l’inganno continuano ad affascinarti lo stesso. Un febbraio di diversi anni fa mi capitò di trovare dentro ad una vecchia borsa di mia madre la lettera che avevo inviato a Babbo Natale. Dapprima non capii come, nonostante la lettera fosse li, io avessi comunque ricevuto quello che avevo richiesto. Le pensai di tutte:
Babbo Natale non ha bisogno di ricevere fisicamente la posta, intuisce quello che vuoi, poi soppesa le azioni buone e quelle cattive che hai compiuto, da un occhio al bilancio e ti accontenta comunque.
Oppure Babbo Natale non esiste.
Quando ad otto anni pensi a questa eventualità si aprono a effetto domino una serie di dubbi che fanno della tua vita un imbarazzante paragone con i tuoi sogni.
La fase del rifiuto durò in me non più di due ore, poi col fare da indagatore dell’ incubo cercai di far cantare mia madre intenta a girare il sugo:
IO:Senti Mamma, sono proprio contento dei regali ricevuti a Natale, certo che se voi al compleanno mi faceste gli stessi regali che mi ha fatto Babbo Natale invecchierei più volentieri.
Mia madre smette di girare il sugo di carne, e guarda il frutto dei suoi lombi con occhi increduli:
Mia Madre:Si ma Babbo Natale si consiglia sempre con il Babbo e
Finalmente soddisfatta mi allontana con la scusa dei compiti e si rimette beata ai fornelli.
La lettera mi tormentava,mi rigiravo nella mia cameretta come un cameriere che non sa dove portare la minestra caldissima.
Avrei anche fumato se solo avessi saputo come si faceva.
Tra una partita a pallone e un rubabandiera chiesi consiglio anche al mio migliore amico ma scoprii presto che era ancora meglio non insinuare quel sospetto nella mia generazione
IO: L’altro giorno mentre cercavo degli spiccioli per la casa, ho trovato nella borsa della mamma la lettera che avevo scritto a Babbo Natale, nonostante tutto ho comunque ricevuto quello che avevo chiesto. Stoiniziando a pensare che non esista e siano i miei che comprano i regali e me li fanno trovare la mattina sotto l’albero.
Il bambino tra un singhiozzo e l’altro fa solo in tempo a gridare.
MIGLIORE AMICO:Maestra Maestra Matteo ha detto che Babbo Natale non esiste, non è vero non è vero gli dica che è un bugione.
Dopo essere stato messo in punizione all’ angolo, capisco che chi sa la verità come me è spesso emarginato se non addirittura punito, solo e sconfitto mestamente tornai a casa,come tutti gli incompresi martiri portatori di verità
A tavola il mio cattivo umore si scontrò con il mio piatto preferito da sempre:fettina panata e patatine fritte. Quando scoprii poi che erano annaffiate da abbondante coca cola, il sorriso venne a ritrovarmi di sorpresa, come fanno certe malinconiche ex, ebbi modo di scoprire crescendo.
Nel tavolo era rimasta un'unica fettina e già io e mia sorella ci scrutavamo negli occhi in stile spaghetti western, nonostante fossimo già al secondo.
Io partii di rincorsa liberando un destro forchetta-fettina che ancora lo studiano in certi ambienti di ingegneria aerodinamica. Lei rimase come paralizzata, accennò un mugugno,che si tramutò presto in una delle sue risate diaboliche che spesso mi avevano procurato problemi. Si alzò dalla sedia disobbedendo al più sacro comandamento del codice Fili at Tabulas!, e mi si accostò alle orecchia:
Mia Sorella più grande:Senti Matteo, se mi cedi la fettina ti dico la verità su Babbo Natale.
Aveva colpito duro e dove fa più male, innervosito e incuriosito allo stesso tempo, cedo la fettina e una parte della mia dignità, tanto le patatine erano finite.
Appena finito di pranzare mi getto senza paura in camera della sorella maggiore, la trovo sdraiata sul letto, satolla e piena della mia fettina:
IO:Allora???Che mi dici del Natale, su su
Fissavo il poster dei Take That in cerca di sicurezza, sembravano un famiglia felice, scoprii anche per loro crescendo, che non lo erano affatto.
Mia Sorella più grande:Guarda bamboccio che Babbo Natale , non esiste,
Li nasconde nel ripostiglio fino al ventiquattro notte e poi li mette sotto l’albero quando sei andato a letto. E ora smamma che devo vedere Deejay Television.
Smammo verso camera mia come un razzo prima di iniziare a piangere ininterrottamente per le due ore successive. Stanco e ormai certo di aver creduto per anni ad una balla, esco di casa in cerca d’aria. Camminando con i miei pensieri, mi distraggo solo a cogliere il fischiettio della gente.perchè non solo non esiste Babbo natale , per giunta io non so nemmeno fischiare figuriamoci fischiettare che è uno dei tormentoni degli 0-12. Stanco degli insuccessi ci metto tutto me stesso e spinto dal vento riesco ad emettere uno squittio stridulo. Incredulo mantengo la bocca per ore nella stessa posizione, rischiando di slogarmi una mascella. Da quel Natale posso dire di saper fischiare e ogni volta che vedo qualcuno che lo fa , penso che abbia saputo la sua verità su Babbo Natale e ci fischia su per non pensarci.
Mi sarò scusato nella mia vita circa tredici milioni di volte, volta più volta meno. E ogni volta mi sono detto: "questa è l'ultima volta che mi scuso con qualcuno" .Questi tormentoni adolescenziali, speravo terminassero col sopraggiungere di un età più matura. Invece da quando vado per i trenta( non so dove siano,ma ci vado) mi sento sempre più perso in sorta di trance che non mi ipnotizza come vorrei.Nel senso che al mio risveglio da quello stato non ho acquisito niente anzi spesso non trovo più nemmeno le chiavi di casa.
Fisso il vuoto cercando di riempirlo...ma raramente ci riesco
Che mi stia ponendo le domande sbagliate?Oppure le poche risposte che colgo non sono ancora mature come me.Eppure mi annaffio spesso sotto la doccia, mi nutro come l'atleta che non sono e per giunta mi coltivo come se fossi la valle degli orti.Avrei bisogno di un Tom Tom esistenziale che mi dica dove e quando girare.Mi avverta dei pericoli anche da quelli creati da me, e infine mi trovi scorciatoie anche non convezionali cosi che possa appaire aii miei coetanei come originale.
Nell attesa di questa meravigliosa invenzione non posso che cercare le soluzioni come si fa con la settimana enigmistica, attendendo il numero successivo.
Chi ci aveva provato mi aveva avvertito :
“Matteo stai lontano dal lavoro,una volta con loro, per sempre con loro”
Nonostante i buoni consigli degli amici, il mio temperamento ribelle, ribolliva accanto ad una minestra di pane. Li ,accanto a quella natura morta ho proprio pensato che fosse giunto il momento di portare a casa il già citato farina + acqua + lievito.
Così io e mie occhi pieni di speranza andiamo incontro al primo colloquio di lavoro:
Barista:Bene bene, venga venga, ha già esperienza?
Gallo:Si si, ho fatto colazione al bar miliardi di volte
Barista:Io comunque cercavo, una persona più giovane, uno da formare, uno che insomma..mi cresca con l’azienda
Gallo:Ma..perchè oltre a questi due tavolini, ne vorrebbe mettere addirittura un altro fuoriiii?!?
Segretaria Confraternita dei Laidi:Si si, anzi lei è l’unico che si è presentato finora
Gallo:Certo che poi sta gente si lamenta che non c’è lavoro…pfff
Segretaria Confraternita dei Laidi:Lei lo sa che noi però paghiamo in natura?
Gallo con un erezione evidente: Ma davvero????
Segretaria confraternita dei Laidi: Si si, noi paghiamo sempre in olio, per il lavoro svolto.
Gallo e basta:E io l’affitto con cosa lo pago al padrone di casa, con le crostate di nonna papera???
Mi dirigo in tutta fretta a Gallipoli, rubo
