venerdì, 17 aprile 2009

Come saltare la cena delle elementari e salvare la faccia su faccia book

Versione.1Indovina chi non viene a cena?”

Leggo con desolazione e rammarico che la solitudine è condannata ormai in ogni angolo della  nostra esistenza, e in più noto che la carta igenica è finita.

Esco dal bagno agitato e sconvolto per entrambe le notizie, e quando sono già pieno d’emozioni squilla il cellulare:

 

Presunta ex compagna di classe:Matteo?,Sto parlando con Matteo?

Matteo,o presunto tale:No guardi ho già disdetto l’abbonamento a “Casa Viva”, ho trovato molto offensivo l’allegato.”Open Space in Abruzzo ”,quindi la prego di non disturbarmi più.

Presunta ex compagna di classe:No Matteo, sono Erika, Erika Von Chiurli, eravamo insieme alle elementari. Se ricordi ti ho contattato su face book tramite il gruppo “Diventa fan di due dita in gola dopo ogni pasto” , ti avevo accennato ad una probabile cena di classe ,ti ricordi?? Abbiamo fissato per martedi prossimo, non puoi mancare…

 

In quel momento realizzo il tutto con il rotolo in mano, maledico l’uso distorto che la gente fa dei mezzi di comunicazione e scrivo una poesia sull’accaduto in endecasillabi sciolti sul rotolo di carta igienica.

 

Matteo,l’ex compagno di classe:Si si, mi ricordo,guarda…ti dico….mi becchi proprio in un momentaccio, un po’ il jet lag, mettici questa crisi ,il gap generazionale,non so se riesco a liberarmi per martedi….

Erika,l ex compagna di classe:Dai non ci dare la sola, non puoi mancare,sono tutti entusiasti, pensa te,c’è chi addirittura voleva invitare la maestra Sonia, ma purtroppo non è più fra noi.

 

Mentre mi crogiolo in maniera matura sul decesso della maestra,si creano in me e grazie al piano casa anche in un  20%  in più di me degli interrogativi a cui presto dovrò dare una risposta

 

1)Perchè c’è gente al mondo che non si rassegna all’idea di passato, prossimo o remoto, qualunque esso sia, facendo pure finta che gli anni trascorsi abbiano dato una bella cornice ad un quadro che già all’epoca tendeva a scolorirsi?Stiamo parlando di cena delle elementari cazzo, quasi 20anni fa . Ho costruito delle certezze in questi anni e non mi va di farmele distruggere dal compagno di banco Samuele che mi ha insegnato a ruttare e che  adesso si fa chiamare Mary e sta adottando un figlio con l’attuale compagno…

 

2) Preparasi delle risposte di un certo tono alla domanda:”eee e adesso che fai?”

Ho pensato:

-Mi infilo ovuli di coca su per il culo e faccio da tramite tra le F.a.r.c colombiane e la ‘ndrangheta calabrese,aggiungendo:”sai che mi è sempre piaciuto viaggiare”

-Vivo di rendita dopo aver inventato la suoneria di “Virgola”.

_Ho fatto parte del cast dell isola dei famosi,aggiungendo..”ti ricordi quella palma accanto a Carmen Russo?..quello ero io

 

3) Quando la gente, e parlo di ex compagni classe, università ex commilitoni, imparerà che uno tira fuori l’idea di fare una rimpatriata,solo per nascondere l’imbarazzo di non esser riuscito a cambiare strada prima di incrociare la tua faccia. E’ una vita che dico “m’inscrivo in palestra” appena parlo con qualcuno mediamente in forma, ma con ciò non voglio dire che andrò mai realmente in nessuna palestra a meno che non creino anche  una zona riservata ai fumatori.

 

ERIKA,L’EX COMPAGNA DI cLASSE: Sono contenta che ci sarai,il vecchio entusiasmo della 5b  ti ha già contagiato,a martedì….

 

 

Vers 2Indovina chi sviene a  Cena?”

Come l’alcool creò un empatia tale coi miei ex compagni di classe che rinnovai la mia amicizia con loro su facebook

 

Leggo con entusiasmo e un trasporto “eccezionale” che  la solitudine è stata finalmente debellata dall’animo umano. Mi accorgo poco dopo di aver esaurito la carta igenica; “poco male”penso, mi pulirò con il salice che piange sulla mia finestra. In quello stesso momento una suoneria celestiale mi avverte di una chiamata

 

Operatrice call center o nella migliore delle ipotesi un ex compagna di classe:Ciao,ciao ciao ciao ciao, Matteo,miiiittico ,ma quanto tempo è passato….sono Erika Von Chiurli, non puoi esserti dimenticato di me, abbiamo fatto l’elementari insieme, che so sarà passato neanche vent’anni,madò come vola il tempo quando ci si diverte

Matteo,ex compagno di classe noto per la sua ironia pungente:E me lo chiedi???Certo che ti ho riconosciuto, e come se fossi stato in attesa vent’anni aspettando solo  questa telefonata….

Quando mi avevi contattato su face book, già avevo fatto fatica a riprendermi dalla gioia, ma ora che ti sento dal vivo è come se fossimo usciti ieri da quella 5b….

Erika,l’ex sovraeccitata compagna di classe:Stiamo organizzando questa cena di classe e non hai idea dell' entusiasmo più vado avanti a chiamare gente,c’è perfino chi voleva invitare quell' esempio di donna che fu la nostra maestra :Non sai che dispiacere aver saputo della sua prematura dipartita a 104 anni.

 

Non riesco a trattenere le lacrime, la notizia della dipartita della maestra Sonia ,manda il mio pensiero a quei fantastici anni passati fuori dalla porta,a fare gambetta e ad attaccare gomme sotto il banco, solo l’idea di ritrovare quei bambini diventati uomini mi rimette il sorriso che nemmeno un allegato di Casa Viva potrebbe darmi.

 

Matteo,l’artista una volta conosciuto come MR 5b :Non vedo l’ora che sia martedì, non vedo l’ora di conoscere il compagno di Samuele,o no scusa adesso si fa chiamare Mary…, che birichino/a….

 

 

 

 


postato da: galloz alle ore 14:21 | link | commenti (23)
robba da chiodi
lunedì, 23 marzo 2009

Monologo in dialetto :

 
 Se Yoga o se fa i versi ???


Scena:

Due signore di mezz’età aretine s’incontrano al mercato

 

Valeria: Oh Marina come stai ?

Marina:Uhn mi di niente c’ho dei dolori che me sembra de parturire de novo

Valeria:Oh che fatto?

Marina: Me so messa a vendemmiare dal mi cognato e mè preso il colpo della strega, so stato a fissà quella vigna finchè il fattore un se nè accorto e ma porto via col trattore.

Valeria : lo sai che te c’è vorrebbe per rimettete a novo ?

Marina: Un salto a Lourde me ce vorrebbe

Valeria: Ma che a Lourde, al Centro Anziani d’Agazzi fanno un corso de Joga…dice che fa benissimo

Marina: Macchè joga a me i succhi de frutta un me piaccion nemmeno

Valeria: Ma serai rincugliunita…Lo joga è na disciplina orientale che te rimette corpo e mente in ordine ,e unnè come la ginnastica..qui dice che un se suda nemmeno

Marina: El mejo me metta anche a sudà tanto no poche da fanne de mio,appena me sveglio so già in ritardo per qualcosa.

Valeria: Ascolta me, giovedi fan prima la lezione gratisse, andiamoce  se un ce fa siamo sempre in tempo a venì via

Marina: Va bene alò ce se vede giovedi

 

Si ritrovano in palestra Marina è col pigiama.

 

Valeria:  o te come te sei conciata co’ sto pigiama?

Marina : Un mè detto de mettemme comoda …su su ch’ ho lasciato il mi marito da se, se per le otto un siamo a tavola s’amazza.

 

Entra l’insegnante di Joga.

Tania:Salve citte, io sono Tania la vostra insegnante di Joga…iniziamo con qualcosa di semplice, proviamo la figura del saluto al sole

Marina: Sie senti questa come l’ha , vol salutare il sole alle sette de sera, Svegliate prima la mattina invece de fa tardi la sira!!!!

Valeria: Fa piano un berciare lo joga serve a meditare se non te concentri un te fa

Marina: Si ora me devo anche concentra con tutto quel che c’ho da fare..alò alò invece de perdere il tempo.,stamani se poteva esse andati  a cercare i funghi , s’era fatto du passi e s’era salutato il sole uguale.

Tania:Brave citte , concentratevi sul vostro respiro e seguite l’animale guida…

Marina: (Sorridendo con gli occhi chiusi)Oh ..Oh Vale…ohh Vali ?

Valeria:(Visibilmente irritata,occhi chiusi)Che c’è ?..che vu?

Marina: (Sorridendo con g li occhi chiusi) Ma ma ..qual’è il tu animale guida ?

Valeria: Un delfino

Marina: Pausa(continua a sorridere) Lo sai qual è il mio ???

Valeria:Oh giù dimmelo

Marina: (sorride)…Il cuniglio in umido.

 

S’intromette tra le due una signora più sofisticata(drogata di eventi per anziani)

 

Signora sofisticata:(parla sovreccitata) ormai a me lo joga un me rilassa neanche più, il vero sballo è il Pilates per la terza età, te fa senti come na velina de vent’anni

Marina: ma che è sto (De)Pilates ?…io me sò fatta fa le gambe la settimana scorsa..c’ho n’estetista che un me piglia manco 20 euro

Valeria:Quanto sei sciocca…il Pilates te serve per la postura, per i muscoli.I muscoli che te tengon dritta…

Marina: No e adesso devo fare anche un corso per imparare  a mettimmi a sedere, alò alò io piglio la mi roba e me ne vado

Signora sofisticata: Ma signora dove va, dopo lo joga c’è il corso di cucina per ipovedenti, e finito quello c’è la tombola, stasera si vince una mappatura gratis dei nei…

Marina: senta signora a me un me serve ‘na mappa per mandalla affanculo….arivederci a tutti!


postato da: galloz alle ore 11:53 | link | commenti (3)
robba da chiodi
giovedì, 15 gennaio 2009

Crisi delle vocazioni uhmm???…no no, i percorsi del gusto uhmmm??,…no no…Siamo già al piano B ??

Se avete il pallino della scrittura, saprete che come nella vita, alcune storie raggiungono una dignità letteraria tale da potergli dare un inizio ed una fine, altre invece hanno magari un grande inizio uno sviluppo stentato ed un finale banale.

Le storie (o mio dio mi maledirò per aver detto questo) valgono tutte la pena di essere vissute/raccontate ma è il loro essere raccontate nel modo giusto che le rende  immortali o mortalmente noiose.

La storia che vado a raccontarvi è il  cosi detto  dietro le quinte di tre storie che mi sono piovute addosso in quest’ultimo periodo, che ho raccontato come faccio sempre: senza aver capito se  valessero  o meno  la pena di essere narrate/vissute.

 

 

Ho preso queste vacanze come se avessi realmente  bisogno di una vacanza.

Qualcosa dalla quale  “staccare la spina”, come ci insegnano i teorici del risparmio energetico.

Ho scientificamente abbandonato la tastiera verso Santo Stefano  e l’ho ripresa coscientemente in mano solo adesso.

In questo grasso lasso di tempo  mi sono accusato di non aver niente da dire, e vi dirò, che  per un po’ mi  sono anche sentito  colpevole di questo reato sicuramente non preterintenzionale .

Dunque colpevole.

A questo punto avrei  bisogno di una pena da scontare.

 

Crocifesso in sala mensa con chiodi di garofano…….

 

Ed è solo li, di fronte alla mia colpa che di colpo grido la mia innocenza e mi difendo con quest’arringa interminabile e sotto sale che mostra a voi gentili membri della giuria e che di cose, volendo, ne ho sempre da dire,  ma cercare un minimo di legame fra loro per me è impossibile e più mi sforzo di cercare un nesso più mi scordo dove l’ho messo e lascio che i miei pensieri vaghino come vorrebbe fare anche tutto il resto del mio corpo: libero, frainteso e piuttosto comodo.

Per una decina di giorni l’unica forza capace di avvicinarmi ad una penna è stata quella scaturita da un brillante articolo d’Internazionale.

Leggo con interesse nella rivista, che nessuno vuol fare più il prete o la suora, che trovare un idraulico è impossibile ma che invece uno scienziato politico vive e opera  nel  pianerottolo di un italiano su tre.

Ma non sono rimasto turbato dalla notizia finchè non ho letto che Buffon e altri noti portieri del campionato più bello del mondo girano le scuole per sensibilizzare i bambini sullo struggente dramma della crisi di vocazione dei portieri di Calcio.

Nessuno di noi vuol fare mai il portiere per svariati motivi:

Non corri, quindi non sudi, quindi tutti i ferormoni che non sfoghi in attività sessuali rimangono ben incollati alla tua pelle e minimo minimo se dopo la partita  bevi due birre di troppo fisiologicamente devi distruggere il setto nasale del Beckam di turno.

In media se si gioca a livello dilettantistico è difficile trovare giocatori in grado di impensierire  un portiere, anche se nel sopra citato caso di Buffon, impensierirlo significherebbe presentarlo come essere portatore sano di pensieri e  questo sarebbe un perfetto ossimoro.

 Insomma a questi livelli calcistici il  tiro è spesso fiacco, la mira pietosa e  poco sportivamente si tende a tirare fucilate pazzesche a due centimetri dalla porta.

Non v‘è dubbio, dunque, che in questo sport gli eroi indossano il numero 10.

 Ad onor del vero, conoscete l’espressione tipica da telecronaca:Quel portiere ha fatto una parata che equivale ad un goal. Vi posso assicurare che non troverete nessun Bruno Pizzul disposto a dire : Quell ‘ attaccante ha fatto un goal degno di una parata.

 

Insomma.

 

Fino a dieci giorni fa la mia mente era quindi  invasa da  illustri pensieri e problematiche , tali da  costringermi  a  struggenti nottate di riflessione , che di norma impiego sfruttando l’enormi risorse che il Porno 2.0 ha regalato a questo splendido pianeta.

 

Poi come d’incanto, digerito l’ennesimo cenone festivo, ho smaltito anche le idee sui portieri e le suore.

 

Pochi giorni dopo, mentre in un lercio locale un gruppo di modelli bergamaschi cantava le virtù del “Golden Shower”(andate a cercarvelo su internet…ma non su wikypedia) rivedo una ragazza che mi ha sempre attratto e invece di dirglielo anche in una lingua non comunitaria preferisco mettermi a pensare com’ è che proprio quella ragazza specifica mi piace.

Dapprima litigo subito col mio complesso edipico:cazzo lei non assomiglia a mia madre, nemmeno in quelle foto con dietro il poster di Gianni Morandi”.

Risolto subito l’enigma freudiano noto che i suoi capelli nerissimi non mi parrebbero  poi così neri se non fossero illuminati dai suoi occhi verdi .Allora d’improvviso mi ritrovo in un museo a Madrid, e lì tra tanti quadri ben illuminati c’è ne uno le cui lampadine che dovrebbero metterlo in risalto sono spente. Nel momento in cui ci passo davanti come per magia le lampadine si accendono e mi compare davanti in tutta la sua magnificenza uno dei quadri che amo di più in assoluto : Saturno divora uno dei suoi figli  di Goya… e fate come volete, ma la cosa che mi fa impazzire di quel quadro è il nero di contorno che non avrei mai notato se quelle lampadine non l’avessero illuminato, guarda caso come gli occhi verdi che illuminavano quello stesso nero dei capelli della fanciulla.

Nel check-up che gli sto facendo , noto che le sue gambe post adolescenziali e piuttosto atletiche sono fasciate da una gonna girofica che definirei  “scozzese”, un microkilt tanto per capirsi. Di nuovo, invece di fargli notare come si conviene che quella gonna sembra stata creata per lei, mi ritorna in mente quello straordinario e indimenticato programma che era Non è la rai.

Per quanto riguarda la mia visione del teen- show partorito dalla mente di Gianni Boncompagni, dirò solo che fino ad un certo punto ebbi solo una visione distorta e parziale di quel programma.

Il concetto era questo: Io odiavo mia Sorella per tutti i motivi per cui si può e si deve odiare una sorella. Mia sorella adorava non è la Rai. Io odiavo Non è la Rai .

Poi un giorno

Anzi.

Poi un pomeriggio,

tutto intorno a me sembrò fermarsi, la televisione mostrò un angelo dalla voce vellutata e rugginosa d’apparecchio dentale che cantava “T’appartengo”, quell’ angelo di Nome Ambra  al posto delle ali aveva una cazzo di gonna scozzese che mi si  sovrappose  come  un memory sentimentale  mentre osservavo  quella della  fanciulla dai capelli neri.

 

Per alcuni giorni questi miei pensieri sul percorso dei gusti, del piacere personale, mi son sembrati proprio una cosa sconvolgente, tale da riempirne fogli, da parlarne in giro anche solo perché se ne tramandasse la storia anche  solo per sentito dire.

Alcuni minuti dopo , apro la mail e ricevo l’ennesimo rifiuto per la pubblicazione di qualche mia storia.

Rreagisco come mio solito:No cazzo dai avevo scritto un capolavoro, ma non è possibile, sono dei rincoglioniti, glie li) do io cento colpi di spazzola  a ‘sti  editori infami.

P i miei soliti cinque minuti introspettivi realistici deprimenti   mi portano a pensare con una fortissima convinzione di altri cinque minuti che  è giunto il momento di passare al piano B,di affrontare la realtà e buttarmi nella vita. La carriera artistica  improvvisamente mi  si presenta per quello che è, una velleità vestita alla moda dal sarto delle mie migliori sfilate : Peter Pan.

Vago in cerca di lavoro in qualche sito specializzato in annunci e li spazio.

Mi vedo come promoter di corsi d’inglese?OH Yeah, pochi secondi dopo sono un interior designer a cui non dispiacerebbe pure scaricare i mobili e allora mi ritrovo magazziniere o spedizioniere: Signò se me firma sta bolla io me ne posso pure annà,che c’ho da consegnà altra robba.(chissà perché nel mio cervello tutti  i corrieri parlano in romano?).

Insomma, mi sento pronto a spiegarmi che probabilmente non vivrò facendo quello che amo, è arriva il momento di tirare fuori l’altro copione, quello in cui ci sono io che interpreto la parte di uno che sa fare una cosa, seppur banale  e la fa, con quello ci paga l’affitto, le rate della macchina, ci manda a scuola i figli etc etc.

Insomma,

Ora che mi sembra di avervi più o meno detto quello che mi è passato per il cranio nell ultimo periodo, mi accorgo che ho finito creando un ottimo piano B di quello che avrei voluto dirvi e ne rido anche perché non so cosa fosse il piano A.

 

Ecco quello che mi succede: mi confondo ,mi contorco in tutto quello che credo essere il processo creativo che in teoria mi dovrebbe portare a scrivere la storia di tutte le storie,poi d’improvviso come la vita , la storia senza che me ne renda conto diventa un intreccio di situazioni che giudico meno interessanti che convolano insieme solo per sorprendermi, deludermi, affascinarmi   coinvolgermi finchè  non mi trovo  alla fine a dover ammettere che la storia che racconta di come non avevo una storia interessante da scrivere  valga la pena di essere raccontata.


postato da: galloz alle ore 17:08 | link | commenti (4)
robba da chiodi
martedì, 02 dicembre 2008

Il vizio Capitale della sinistra : La Luxuria

Ho 28 anni.

E fin qui nessun problema.

Ho 28 anni e non ho un lavoro.

Primo uhm

Ho 28 anni nessun lavoro e non ho una relazione in grado di diventare una famiglia .

Doppio uhm

Ho 28 anni nessun lavoro, nessuna relazione e non ho una macchina.

Triplo uhm

Ho 28 anni nessun lavoro, nessuna relazione ,nessuna macchina e nessuna parentela degna di significato.

Fine degli uhm…costano troppo pure quelli.

Se avessi iniziato un articolo cosi dieci anni fa, mi si sarebbe dato dell irresponsabile o dell fancazzista o peggio ancora del no-global.

E’ come se questa crisi avesse annullato tutte le altre mie crisi rendendomi perfettamente la statistica che sono.

Avere quasi trent’anni adesso, vi giuro ,è uno spasso,alla mia età mio nonno,ma che dico mio nonno,mio padre, ma che dico mio padre, mio fratello aveva una laurea, un lavoro più che dignitoso in conformità con gli studi perseguiti e un senso del reale degno di Zolà. Io invece ho il senso del goal di Zola al calcetto del martedi una disoccupazione sempre in conformità con una quasi-quasi laurea in lettere che va di pari passo con la mia risposta alla domanda:

“Cosa vuoi fare dopo Lettere??”

“Testamento”.

E questo seppure io mi trovi in discrete condizioni di salute è un testamento, perchè miei cari amici la fine è vicina.

Fine.

 

Ok… non cosi vicina, ma poco ci manca.

In cosi pochi anni che sono in questo mondo ne ho viste già molte, ma quella di veder un trans comunista vincere il reality più famoso nel paese che ospita anche il Papa, mi ha fatto veramente riflettere.. ma riflettere non nei termini mentali,  ho visto tutti i miei piccoli grandi dubbi riflettersi sullo schermo televisivo tipo specchio delle mie brame ma un po’ più freudiano..

Ho visto riflesso che l’Italia è si un paese di destra, ma è molto più tollerante di quello che si dice/legge basta che il famoso “diverso”,gli sia presentato in costume, sfinito dalla fame e col tocco giusto d’abbronzatura.(Capito perché i migranti cercano tutti di sbarcare a Lampedusa???)

Ho visto riflesso che la crisi economica è niente in confronto alla crisi di dignità che questo paese vive, molti si stupiscono della mancanza di senso dello stato,e io cretino mi lamento che questo stato mi fa senso….mah.

Ho visto riflesso un governo che prima ti vieta di fumare e poi ti offre un pacchetto anticrisi…

Ho visto riflesso un paese che si masturba,che gioca a poker on line ,un paese che non solo fa vincere Wladimir Luxuria ma che ancor peggio  conosce “professionalmente anche tutti gli altri concorrenti.

 

Salutata Simona Ventura, spengo la Tv e non rimane che la mia faccia riflessa.


postato da: galloz alle ore 14:11 | link | commenti (13)
robba da chiodi
lunedì, 03 novembre 2008

SERRANDE

La premiata ditta Gallo & Gallo è lieta di presentare il primo post net-cubista della rete. E’ un gioco certo, un esercizio letterario, ma a decretare la continuazione di questa sperimentazione sarete voi avventori dei blog, con i vostri giudizi e consigli.

 

Le regole, semplici. Ci siamo dati un tema, comune a entrambi, e non ci siamo parlati sull’argomento. Ognuno di noi ha sviluppato il tema da solo, lo scopo è quello di capire come uno stesso evento può essere visto da punti di vista diversi.

 

Il post appare in entrambi i blog, agli indirizzi http://puntadipiedi.splinder.com (Filippo) e http://www.traumfabrick.splinder.com/ (Matteo).

 

Buona lettura!

 

 

Giusto ieri sera il mio coinquilino Atreyu, mi ribadiva che per lui non è importante che io non gli apra l’ultimo numero d’Internazionale appena arrivatogli per posta. Atreyu essendo un ragazzo piuttosto intelligente mi riconosce la volontà di non distruggergli un feticismo (quello di togliere il cellophane dall nuovo numero d’Internazionale), ma continua a sostenere che non è importante. Io non lo faccio come per altre cose che non faccio,non solo per il cattolico motivo di :”non fare ad un a persona , quello che non vuoi che venga fatto  a te” ma anche, perché credo che dietro ad un gesto seppur inutile e pieno di routine ci sia un meccanismo che smuova nel tuo cervello una serie di feticismi che poi fanno della vita quell assurdo circo di ricordi di cui indolentemente adoriamo tutte le repliche.

Uno dei miei feticismi “d’autore”è indubbiamente legato al fratello ingegnere, con cui ho condiviso camera, puzzo di piedi lacrime e risate e la ben nota chiusura serale delle serrande.

Per capire meglio cosa sta dietro alla chiusura serale delle serrande è bene che vi spieghi la disposizione dell ex-camera dei fratelli Gallo.

Ci sono due letti, uno incastrato fra due armadi subito dopo la porta,e quello è il mio letto, poco più avanti in posizione ottimale rispetto al televisore c’è il letto di mio fratello , in mezzo alla stanza troneggiano le scrivanie, sempre piene di oggetti e quindi inutilizzabili. In mezzo alle scrivanie , si trova la porta che da sulla terrazza. Questa porta insieme alle due finestre laterali può/deve essere chiusa da delle serrande a scorrimento come quasi tutte le porte-finestra del mondo. Fin qui tutto bene direbbero nell’ Odio, ma il problema si creava nel momento in cui entrambi pigiamati e ben circondati dalle amorevoli coperte di mammà, al momento di dover chiudere proprio quelle serrande. A questo punto, con un semplice gioco di sguardi tra me e mio fratello si apriva l’eterno dibattito facilmente descrivibile con questa semplice domanda:

A chi tocca chiudè le serrande ?”

Questa domanda era solo l’apripista per un confronto all’americana tra due simili della stesso sangue colpevoli entrambi di un ben noto capo d’accusa:l’indolenza

Con gli anni ho dovuto imparare che le cose si fanno e basta senza un motivo apparente senza un “ieri le ho chiuse io”,riducendo i rapporti ad un normale e molto meno originale rapporto tra adulti. La cosa fantastica erano i vari motivi che spingevano un fratello a credere che l’altro fosse più in dovere di lui di chiudere le serrande

 

1.L’intramontabile: “Vedi che io le ho chiuse ieri”

In diciotto anni di “coinquilinaggio” con mio fratello nessuno dei due si è mai preso la briga di mettere su carta un calendario effettivo delle chiusure di ognuno dei singoli contendenti.

Questo, negli anni universitari mi ha reso impossibile comprendere l’accendersi di forti dibattiti sullo stilare o meno un ordine delle pulizie di casa e comprendere tanti altre piccole idiosincrasie nei rapporti di coppia.

Panta rei o Panta ni

 

2.Duke’s of Hazzard stylin

Quando c’era complicità tra me e mio fratello, attendevamo in maniera ipocrita la buona notte da uno dei genitori e sfruttavamo lo slancio d’affetto per slanciarli verso le serrande.

 

3.Chiudere per dimenticare.

Va detto per onor di cronaca che il mio rendimento scolastico era decisamente molto inferiore a quello del fratello ingegnere,anzi il mio rendimento scolastico era inferiore e basta. Questo mi riduceva in una sorta di servilismo atto a far dimenticare le delusioni provenienti dai numeri spesso inferiori al 6, tra le varie mansioni che svolgevo in casa per far rialzare le mie quotazioni di membro della famiglia c’era anche quello di chiudere le serrande : Questa mia condizione a onor del vero non durava più di tre giorni ,forse una settimana proprio quando i voti erano troppo simili alle temperature invernali.

 

4.Visto che sei in piedi…

Questa era la condizione che doveva aprirci gli occhi sulla nostra straordinaria capacità di rendere un semplice gesto come un impresa eroica. Molto spesso uno di noi due si doveva alzare dal letto per andare al bagno per rendere il giusto merito alla propria prostata, ed era in quel attimo fatale che l’altro ancora ben saldo sul proprio letto pronunciava l’eterna frase:”Visto che sei in piedi, perché non chiudi le serrande…

 

E non vi sto a narrare le truculente storie di offese personali, botte da orbi,e cose al limite del comprensibile che sono scorse tra quei due letti per questo futile motivo.

Ma ad esser sincero ora che questo è diventato realmente un futile motivo mi ritrovo a chiudere le serrande senza più pensare a niente ,facendolo e basta rendendo seriamente quel gesto, solo un semplice gesto. Diventerei pure malinconico ma ho scoperto che poi c’è gente al mondo a cui mancherà pure  Emilio Fede e il Digitale terrestre ,quindi chiudo gli occhi e lascio le serrande aperte come quando ci credevamo troppo orgogliosi e splendidamente stupidi.


postato da: galloz alle ore 15:34 | link | commenti (5)
robba da chiodi
domenica, 28 settembre 2008

Come avrei salvato Alitalia

Mi scuso (non so bene con chi) per la pausa da VELO PIETOSO , ma non riuscivo a resistere ad un occasione cosi ghiotta, vedetelo come un fine primo tempo


Come avrei salvato Alitalia

La compagnia di bandiera ormai a mezz’asta si salverà solo recuperando gli ultimi rimasti di Lost.

Detto questo andiamo ad analizzare il mio piano di salvataggio per Alitalia.

 

1.Dotare i sindacalisti presenti in vertenza dei comodi sacchetti per il vomito.

2.Non aiuta se le hostess indicano dopo l’uscita di sicurezza il sito di Ryanair.

3.Dare più libertà d’espressione ai piloti, che so… al posto della solita voce del comandante sull'andamento del viaggio,proporre letture di Poesie De-cadenti (no quelle è meglio di no), ricette di cucina o aggiornare i clienti su quali hostess sono fidanzate o meno

4.Creare un pacchetto talmente low cost che permetta ai clienti di guidare direttamente gli aerei.

5.A Malpensare... uno.... delle volte…..

6.Distruggere le armate rosse o in alternativa conquistare Lufthansa con almeno due carroarmati

7.Per risparmiare sul carburante, non far decollare l’aereo e mantenere  il carrello usando le autostrade

8.Creare dei pacchetti volo a tema: un volo speciale per le vedove il 1° novembre; possibilità di sparare  missili nel giorno della festa delle forze armate; ricreare l’incidente di Ustica con la voce di Lucarelli etc etc…

9.Evitare di chiamare un aereo Icaro

10.Inventare uno spot vincente del tipo: “Si chiude una porta, si apre un portellone ”

11.Unificare il check- in bagagli con quello ospedaliero

12.Cancellare per metà settembre i voli su New York

13.Creare una sorta di fermate su richiesta dotando i clienti a bordo di paracadute poco prima della fermata

14.Per quanto riguarda i pasti a bordo: si fa alla romana.

15.Solo bagagli a mano e in stiva altri passeggeri che dovranno essere gente alla mano

16.Ricordo che la sigla CAI  è anche  l’urlo di dolore di Pluto, un cane accudito da un topo

17.Fare un film tipo Titanic ambientato su un aereo Alitalia. Sarà dura trovare un iceberg volante ma, in effetti, anche il Di Caprio coraggioso era poco credibile.

18.Voli leghisti Linate- OralSenio anda e rianda, pranzo a Pontida incluso.

19. Pacchetto Borghezio:far pagare il volo agli immigrati rimpatriati .

20. Voli differenti per le diverse firme dei sindacati: i piloti iscritti alla Cgil voleranno solo verso sinistra; quelli dell'Ugl effettueranno rotte solo verso paesi a destra dell'aereoporto; quelli della Cisl e Uil non potranno compiere virate

21.Creare un sindacato anche per i piloti automatici, segretario Hall 9000

 

E non ho detto niente del commissario Fantozzi; non mi piace sparare sulla croce rossa….neanche quando vola.


postato da: galloz alle ore 20:32 | link | commenti (4)
robba da chiodi
lunedì, 31 marzo 2008

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ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo
sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2)
mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI:
il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!


postato da: galloz alle ore 16:51 | link | commenti (3)
robba da chiodi
lunedì, 22 ottobre 2007

SOGNO o son DESKTOP

Il puntatore del mouse mi baciò velocemente due volte, come fanno i mafiosi,oi, in quel preciso istante sentii lo stomaco chiudersi. Come se avessi avuto veramente uno stomaco.
Per due minuti più nulla.Un lieve solletico dovuto al titillamento sulla barra di scorrimento  e poi non ci fu più tempo per le risate, chiuso, come un negozio fallito,  come l’Hula Hoop o le cassette. Poi un cliccare diverso, un breve colpo proveniente da destra e tre secondi dopo mi trovavo in fondo al cestino, come un progetto fallito, una cometa spenta.
Li trovai i compagni di mille avventure. Icone entrate nella leggenda che si apprestavano ad uscire dal magnifico prato al inglese in cui si trovavano , icone vecchie che la dentro eranospaurite come una Nuova cartella qualunque.
La tensione era palpabile, accanto a me un File media Player  coi codec a pezzi si struggeva in attesa della fine.C’era la dentro un campionario di soggetti, una commedia digitata che adesso non trovava più il suo spazio e andava eliminata.
Chissà se c’è vita dopo lo svuotamento”, mi chiese trafelato un file di excel, sempre troppo ingombro di numeri per godersi quel rilassante verde e quelle mucche allegre a pascolare.
Io  invece me l’ero goduto quell paesaggio perenne,prima come un nuovo documento,poi  modificato e infine aggiornato anche in automatico.
Anch’io adesso sembravo troppo vecchio, in un mondo dove l’anzianità non conta ma sopravvive solo chi si adatta.
I Documenti e le Risorse ,piene di se ridevano  scommettendo suchi di noi avrebbe per primo levato le tende.

Un Click

Poi un altro.

Quando sentimmo arrivare il nostro momento alcuni Mp3 continuarono  a suonare come l’orchestra del Titanic, cosi a coprire le urla mentre in pochi secondi diventammo carne deframmentata

postato da: galloz alle ore 19:07 | link | commenti (9)
robba da chiodi
lunedì, 08 ottobre 2007

ELOGIO DELLO STUDENTE FUORISEDE(2): Il giusto nome delle cose

Poi finalmente l’animale è in gabbia, uno strano zoo, bello, ma pur sempre uno zoo.

I primi mesi passano accompagnati da letture, visioni per prendere il passo e poter parlare di un incerto presente con voce da passato remoto.

Vieni rapito da personaggi che spariscono in una sera,e con quelli che rimangono ti ritrovi seduto in un ipotetica tavola rotonda a narrar le gesta di questi eroi metropolitani risucchiati nel vortice di chissà quali draghi o principesse costretti anzitempo a diventar cavalieri inesistenti.

Ne ho conosciuti di No- Global agorafobici che si ammalavano per protesta(influenza pacifica) ,o lavoratori seduti in osterie vergognandosi di portare a casa il pane in un mondo di nullafacenti(mentre il no-global già da tempo si nutriva di ideali).

 

<<E acquisti questo modo di parlare come se avessi addosso più primavere di chiunque altro.>>

 

Sei li, che credi di esserti ambientato, di aver creato una situazione di cui solo tu puoi vantarne l’originalità, e già sei stanco di novità.Rimetti tutto  in ordine distribuendo materiali del tuo passato che credi non appartenerti più e ti stabilizzi in quel corridoio e tre porte che da oggi chiamerai casa.

Una notte ti ritrovi a cercare di accendere la macchina con le chiavi di casa, ne fai subito una metafora del tua situazione attuale senza renderti conto che il tuo unico problema oltre il libretto vuoto è dare il giusto nome alle cose. 


postato da: galloz alle ore 11:53 | link | commenti (4)
robba da chiodi
martedì, 02 ottobre 2007

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postato da: galloz alle ore 16:04 | link | commenti (5)
robba da chiodi
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